Tutto sommato è stato meglio essere usciti ora, che andare ai play off in queste condizioni, tanto ci avrebbero eliminati alle prime battute. La squadra non è stata costruita bene sin dall’inizio, con un centrocampo senza spinta e senza idee e poco strutturato fisicamente. Nessuno in mezzo al campo ha brillato, Biagianti con i suoi problemi fisici è stato spesso infortunato, Luci, reduce dal grave infortunio ai legamenti del ginocchio non al meglio della condizione, Diokovic non ha mai inciso nè a livello tecnico nè dal punto di vista della fisicità. Oltretutto è venuto a mancare da subito Mosquera, che sembrava essere partito bene ad inizio campionato.
Poi è arrivato gennaio, ma sono continuati a mancare i metronomi del gioco e gli incontristi in mezzo al campo. Con il mercato di riparazione, gli acquisti praticamente non sono mai arrivati, presi giocatori in prestito, per la maggior parte inutilizzabili e reduci da infortuni. Si è voluto pensare che i problemi di gioco fossero legati alla guida tecnica, così si è finito con il cambiare tre allenatori, passando da un gioco estremamente offensivo di mister Gautieri, ad un atteggiamento prevalentemente difensivista di Panucci. Mai abbiamo trovato un identità di gioco su cui costruiure una mentalità da acquisire. L’obiettivo iniziale era quello di tornare in Serie A passando dalla porta principale, ma il progetto si è rivelato via via sempre più un fallimento, l’epilogo di Pescara ne è l’esempio concreto proprio nell’anno del Centenario.
Ora bisogna ripartire. Occorre che si faccia chiarezza da subito sulla società (si vende o non si vende?), c’è una forte necessità di mettere mano alla programmazione, chiarendo che cosa si può e si vuole fare l’anno prossimo. Alcuni giocatori possono rimanere, altri devono partire. Una cosa è certa: la squadra va costruita in modo adeguato alla categoria, con calciatori adatti a un campionato lungo e difficile come quello della Serie B. Ci vuole gente che abbia motivazioni, voglia di emergere, non occorrono nomi altosonanti, ma giocatori anche di campionati inferiori assetati di vittorie, che con grinta e determinazione combattino fino al 95esimo per la causa Livorno, infondendo con le loro gesta entusiasmo e passione ad un tifo amaranto oggi depresso e sempre più scarso di motivazioni.















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