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Porto 2000: pubblicata la gara d’acquisto

5 Giugno 2015 Archivio

porto2000

È stato pubblicato quest’oggi sulla Gazzetta Ufficiale Italiana il bando di gara per l’acquisto del 66% delle quote della Porto di Livorno 2000, la società controllata da Authority e Camera di Commercio che gestisce in regime di monopolio i servizi di accoglienza ai turisti. Gli attuali soci di maggioranza manterranno ciascuno il 17% della proprietà. «Siamo soddisfatti – ha dichiarato il segretario generale dell’Authority, Massimo Provinciali -, sia pure in ritardo rispetto alle previsioni, ma con notevole impegno da parte degli uffici competenti, che hanno lavorato instancabilmente mattina e sera alla stesura di una gara complessa e articolata, siamo oggi in grado di poter avviare l’iter che di qui alla fine dell’anno ci permetterà di cedere il controllo della Porto 2000 e di rilanciare, con essa, il traffico delle crociere».

L’offerta tecnica Nella griglia dei punteggi per l’aggiudicazione del bando di gara avranno un peso notevole (65 punti su 100) tutte quelle azioni di marketing e di gestione della società che consentiranno un incremento dei volumi di traffico e dell’occupazione. In particolare, verranno assegnati sino ad un massimo di 15 punti a testa al Piano Economico Finanziario, al Piano di Impresa e alla proposta progettuale dell’area in concessione. Verranno poi distribuiti fino a un massimo di 10 punti sia al migliore modello organizzativo aziendale sia alle iniziative di marketing. Il candidato deve rivestire la qualità di gestore di uno o più terminal dedicati al settore traghetti e/o crociere, con un volume non inferiore a 4 milioni di passeggeri e deve avere un fatturato relativo a tale specie di traffico, conseguito nei tre esercizi finanziari antecedenti la data di scadenza della domanda di partecipazione, di almeno 22 milioni di euro.

Oltre a questo il concorrente deve possedere obbligatoriamente uno degli altri tre requisiti:

1) Rivestire la qualità di gestore, nei cinque anni antecedenti la data di scadenza per la presentazione della domanda, di linee di navigazione che abbiano come attività prevalente quella traghetti e/o crociere;

2) Rivestire la qualità di agente marittimo o raccomandatario a favore di linee di navigazione di primaria rilevanza dedicate al traffico dei traghetti e/o crociere, con un fatturato conseguito nei tre esercizi antecedenti la data di scadenza per la presentazione della domanda di almeno 2,5 milioni di euro;

3) Essere un tour operator nel mercato crocieristico con un fatturato conseguito nei tre esercizi precedenti non inferiore a 30 milioni di euro. L’offerta economica Il bando di gara, appena pubblicato, dà tre mesi di tempo per la presentazione delle manifestazioni di interesse (fino al 4 settembre).

Il criterio di aggiudicazione sarà quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa: all’offerta economica verranno assegnati fino ad un massimo di 35 punti. Per acquistare il 66% della società serviranno ora 7 milioni 986 mila euro. La nuova valutazione, fornita dall’advisor KPMG, è stata legata all’ipotesi di una proroga dei termini di scadenza della concessione, che sarà così estesa non oltre il 2030, con decorrenza a partire dal 1° gennaio 2016. La cifra costituirà l’importo a base di gara della procedura ad evidenza pubblica. L’asticella del valore della società è stata insomma spostata più in alto rispetto a quanto preventivato a luglio del 2014, quando per la prima volta venne presentato in Comitato Portuale lo studio della KPMG. In quell’occasione fu chiaramente esplicitato che a fronte di una concessione con scadenza ravvicinata (il 31 dicembre 2019), il valore non poteva che essere relativamente basso: 7 milioni di euro e, presumibilmente quasi 5 per l’acquisto delle quote di maggioranza.

Ora, invece, la nuova valutazione, 12 milioni di euro (questo il valore della società nella sua interezza), lega il destino della Porto 2000 alla prospettiva di una proroga della concessione, la cui durata effettiva, tuttavia, potrà essere stabilita in via definitiva solo sulla base degli investimenti e dei livelli occupazionali previsti dal Piano Industriale presentato dal vincitore. Questa, per il numero 2 di Palazzo Rosciano, è una certezza, così come rappresenta una certezza il fatto che il futuro socio di maggioranza della Porto 2000 andrà ad operare su un’area vasta che va dalla sponda nord del Molo Elba alla Calata Carrara, con l’aggiunta della Calata Pisa, Orlando e degli accosti 46 e 47 dell’Alto Fondale. Questi ultimi, oggi assentiti in concessione alla società Cilp, sono già stati largamente usati, negli anni passati, per fare sbarcare i turisti dei colossi del mare e oggi sono destinati dal Piano Regolatore solo e soltanto alle attività crocieristiche.


A tal proposito, è stato raggiunto nei giorni scorsi un accordo con la Compagnia Portuale per definire i tempi e le modalità per la delocalizzazione delle attività di movimentazione dei prodotti forestali al Molo Italia, così come previsto dal Prp: «Stiamo per firmare un protocollo di intesa che impegna le parti a rispettare quanto prescritto dal Piano Regolatore Portuale – ha detto Provinciali, che ha aggiunto -; l’intesa prevede che alla Cilp vengano riconosciute aree operative equivalenti a quelle oggi detenute e solo parzialmente compensate dagli spazi sul Molo Italia».

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