
Due delle tre mamme che vivono al Ciaf con i rispettativi bambini, si sono recate in Comune per protestare contro l’assessore al sociale Ina Dhimgjini. Davanti alla sala del consiglio comunale, sono partite offese pesanti verso l’amministratrice comunale. Per riportare la calma sono intervenuti i vigili urbani. «È una struttura nata per ospitare donne con bambini – sostengono le due donne – Ci tocca vivere con degli uomini che non conosciamo, che tra l’altro non ci sembrano affatto minorenni (come invece sostiene l’assessore)». Duro anche il fidanzato di una delle mamme: «Io ho delle restrizioni per entrarci, perché questi ragazzi possono starci?». Chi protesta tiene a precisare di non essere razzista («non accettiamo di vivere con degli uomini qualsiasi etnia siano», recita un cartellone), ma di esigere il rispetto delle regole: «Vogliamo solo donne nella nostra struttura, possibile che non ci siano altre strutture per ospitare questi giovani?».
Altri cartelli sono stati messi nella zona di via Caduti del lavoro per chiedere la solidarietà dei residenti. L’assessore al sociale ha cercato di far capire alle donne che «il Comune ha aderito ad un progetto regionale, per percorsi di accoglienza a favore dei minori non accompagnati. Si tratta di un protocollo sperimentale che durerà circa un anno. Aggiungendo che trattandosi di minori senza tutela spetta al Comune farsene carico».
Dall’amministrazione sottolineano due aspetti: il primo, «che il servizio offerto per le madri è di qualità elevata, trattandosi di casi complessi sono seguite da professionisti h24, per questo il Comune eroga a testa 100 euro al giorno». Il secondo: «Che non c’è nessuna promiscuità di spazi, sono due ali divise: i minori hanno 2 camere proprie, 2 bagni e una cucina. Con loro ci sono alcuni operatori, inoltre c’è sempre la vigilanza. In questo caso – aggiungono – la Regione passa 43,35 euro a testa al giorno». Infine: «Non ci stiamo alle strumentalizzazioni della Lega – tuona Ina Dhimgjini – si tratta di minori, non importa la nazionalità, occorrerebbe un po’ più di solidarietà». Intanto la lega nord (come già pubblicato sabato scorso da Livorno24), alle ore 16 di questo martedi ha organizzato un sit-in davanti alla struttura il Melo, in via Caduti del Lavoro.















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