
Il porto di Livorno al centro di un traffico di droga. Il trasporto veniva effettuato su navi portacontainer provenienti da Caracas.
Smascherata dalle “fiamme gialle” organizzazione criminale dedita all’importazione di ingenti quantitativi di cocaina da smerciare in Toscana e nel ferrarese. Tra gli indagati anche un gruppo di operatori portuali livornesi, che consentiva ai trafficanti l’accesso al porto labronico e che si occupava del recupero della cocaina nascosta nei container. Nel giro anche facoltosi imprenditori del Comprensorio del Cuoio (Santa Croce sull’Arno e Fucecchio) che per far fronte al momento di crisi «arrotondavano» attraverso il business dell’import/export di sostanze stupefacenti.
L’associazione per delinquere avrebbe la sua base operativa a Santa Croce sull’Arno, qui secondo l’accusa, attraverso la collaborazione di operatori portuali, coordinati da C. S., spedizioniere livornese, avrebbero provveduto al recupero della droga. Una decina gli indagati. Le attività investivagtive si sono basate essenzialmente su intercettazioni telefoniche















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