
Frequenti purtroppo sono i furti compiuti in ville cittadine, spesso in zone collinari o poco frequentate. Diverso il colpo andato a segno in una delle splendide palazzine liberty che costeggiano il viale Italia. La villa, posta fra un noto hotel e l’ippodromo, proprio di fronte all’Accademia Navale, sembrava invalicabile, grazie alle alte cancellate e alla zona sempre frequentatissima, specie in estate. Sembrava appunto. Perchè di ritorno da lavoro in serata, i proprietari si sono accorti dell’infrazione. La bifamiliare cui vivono noto imprenditore livornese, titolare del popolarissimo bagno Fiorella di Tirrenia e sua moglie, altrettanto nota dentista, era stata letteralmente messa a soqquadro. Secondo una prima ricostruzione i malviventi si sarebbero intrufolati nel giardino della villa passando dal retro, probabilmente dall’Ippodromo, il cui parco confina con la parte posteriore della residenza, in modo da non essere visti. Una volta dentro, avrebbero forzato la serranda di una finestra del piano terra e sarebbero entrati. In quell’abitazione dove vive il figlio di Simoni e la nuora, non hanno però toccato quasi niente, passando invece al piano superiore dove vive l’imprenditore. Sono partiti dal salone, utilizzando una sega per aprire la prima cassaforte, che hanno svuotato. Quindi sono andati in una camera e hanno aperto la seconda. La refurtiva conta tre orologi, Cartier, Rolex e Girard Perregaux, una fede nuziale di pregio elevato, diverse catene d’oro con medaglie di effigi sacre e altri ciondoli, bracciali, orecchini con brillanti, anelli con diamanti, perle e altri gioielli con pietre preziose, foglie d’oro e così via. Un vero tesoro, a cui si aggiungono 500 euro in contanti. I ladri però non si sono accontentati, hanno frugato tutte le stanze, gli armadi e le cassettiere, hanno infierito anche sui divani, squarciando la tappezzeria. Non contenti hanno cominciato a devastare ogni cosa, serrande, vasi, credenze, mobili, poltrone. Un vero e proprio raid. Sul posto polizia e scientifica, al lavoro per rintracciare i responsabili. Secondo gli inquirenti, ad agire potrebbe essere stata una banda di esperti, sicuramente almeno tre uomini.















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