
Cade l’intonaco dal soffitto dell’aula B, al primo piano del palazzo di Giustizia di via Falcone e Borsellino. Così per motivi di sicurezza, in accordo con il Comune, proprietario dello storico palazzo della Venezia, è stato deciso di chiudere l’aula del dibattimento e recintare l’area dove si è verificata la caduta di calcinacci. L’aula tra le più frequentate del palazzo, dove si svolgono i processi monocratici e collegiali, è stata trasferita, le udienze sono state spostate al piano terra nell’aula della corte di Assise.
Il palazzo storico stà subendo un degrado notevole. L’incidente, per fortuna senza conseguenze per chi si trovava nella stanza, è l’ennesimo segnale delle pessime condizioni in cui versa il palazzo. Tanto che periodicamente sono necessari interventi di ristrutturazione a causa di crolli, infiltrazioni e allagamenti. Anche i cornicioni esterni sono semidistrutti e in passato solo l’impegno di alcuni dipendenti ha impedito che i crolli potessero causare danni peggiori.
Da anni si parla di un nuovo Palazzo di Giustizia, negli anni Ottanta il Comune propose di trasferire sia il tribunale civile di via del Larderel che quello penale alle Fonti del Corallo. Una soluzione che avrebbe permesso un accesso facile per i professionisti che arrivano da fuori città ed un parcheggio accessibile ai frequentatori.















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