Deserta anche la seconda asta. “Adesso il Comune si faccia avanti come annunciato in Consiglio”.
“Il giorno 17 settembre – si legge in una nota a firma Comitato Orti Urbani Livorno – si è svolta la seconda asta per l’acquisizione dei sei ettari di parco tra via Goito, via dell’Ambrogiana, via dell’Erbuccia e via Villa Chayes. Un polmone verde minacciato dalla speculazione che rischia di essere spazzato via dal cemento.
Il nuovo piano strutturale, recentemente approvato dal Comune, prevede la possibilità di cementificare intanto un primo lotto importante. Come già dichiarato sarebbe solo l’inizio della distruzione definitiva di uno degli ultimi polmoni verdi rimasti in centro città. Un’area, in parte boschiva e in parte destinata ad orti urbani.
Il comitato che da 13 anni lotta per la sua difesa ha portato avanti centinaia di iniziative. Abbiamo chiesto la modifica al piano strutturale eliminando tutte le previsioni di edificabilità. Proposta che ha sempre visto contraria la giunta comunale con in testa l’assessore Viviani”.
“La stessa giunta che però – prosegue la nota – si era dichiarata possibilista in merito ad un eventuale acquisto da parte dell’ente pubblico. A maggior ragione adesso che il prezzo base dell’asta, dopo il secondo incanto, scenderà ulteriormente.
L’acquisizione dell’area da parte del comune non ci dà assolutamente la garanzia che l’area non sarà cenentificata. Ma è sicuramente un primo passo verso questa direzione. Sicuramente eviterebbe che qualche soggetto privato, magari un fondo immobiliare, si prenda un pezzo di città per farne una speculazione privata. Così come successo negli ultimi anni. Per questo motivo chiediamo alla Giunta di passare dalle parole ai fatti e presentarsi direttamente al curatore del tribunale aprendo una trattativa immediata che eviti la pubblicazione di una nuova asta”.
“In ogni caso la lotta per la difesa del polmone verde di via Goito – prosegue la nota – non terminerà fino a quando non sarà definitivamente confermata la sua non edificabilità. Che sia di proprietà pubblica o privata neanche un centimetro di cemento dovrà essere colato. L’interesse del comitato e delle migliaia di cittadini e cittadine che hanno vissuto, partecipato e sostenuto questa esperienza è soprattutto questo. La destinazione finale del terreno sarà discussa insieme alla Città e al quartiere al momento debito. La permanenza o meno degli orti urbani o meno è e resterà un elemento secondario”.
“Rispondiamo al mittente qualsiasi accusa di alimentare degrado e insicurezza. Solo recentemente – conclude la nota – sono stati portati avanti imponenti lavori di pulizia e sistemazione del terreno nella parte di via dell’erbuccia. Lo abbiamo fatto insieme agli abitanti del quartiere e con decine e decine di cittadini”.















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