Livorno, 19 febbraio 2026 – La decisione di Rheinmetall di svalutare di 350 milioni di euro la propria divisione civile segna un passaggio cruciale nel percorso di dismissione del settore automotive del gruppo. Nel perimetro della cessione rientrano 18 stabilimenti, tra cui Pierburg Livorno. Si tratta di un’operazione contabile che non comporta esborsi immediati, ma che riduce il valore della divisione nel bilancio consolidato e definisce la base economica con cui eventuali nuovi acquirenti subentreranno nella gestione.
Tra i soggetti interessati alla partita figurano i fondi tedeschi Aurelius Group ed Ecco Group. In Germania, nel frattempo, l’azienda ha già sottoscritto un accordo con le organizzazioni sindacali volto a garantire continuità occupazionale e contrattuale nei siti coinvolti. L’intesa prevede inoltre che eventuali attività civili provenienti dagli stabilimenti che resteranno sotto il controllo diretto di Rheinmetall vengano discusse in via prioritaria per i siti tedeschi, rafforzandone le prospettive industriali.
Secondo la FIOM livornese, non vi sarebbero ragioni industriali per escludere analoghe valutazioni anche per Pierburg Livorno. La cessione riguarda infatti l’intero comparto civile automotive e, in quest’ottica, non dovrebbero esserci condizioni di partenza differenziate tra stabilimenti inclusi nella stessa operazione.
In Italia, tuttavia, non risultano ancora formalizzate garanzie equivalenti a quelle definite in Germania. È già aperto un tavolo di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ma per le organizzazioni sindacali il negoziato deve tradursi in impegni vincolanti. Tra le richieste: garanzie occupazionali e industriali analoghe a quelle concordate nei siti tedeschi, valutazioni equilibrate su eventuali riallocazioni produttive e strumenti che prevedano anche possibili sanzioni in caso di mancato rispetto degli accordi.
«Formalizzare garanzie solo per alcuni stabilimenti prima della cessione crea un’asimmetria inaccettabile», sottolinea Massimo Braccini, segretario generale FIOM Livorno. «Rheinmetall deve assumere impegni precisi prima della vendita, così come avvenuto in Germania. L’azienda ha il dovere di farsi carico dell’impatto sociale e industriale di questa transizione, garantendo continuità produttiva e salvaguardia dell’occupazione».
La svalutazione, osserva il sindacato, è un passaggio contabile. Le scelte che l’accompagnano, però, hanno ricadute industriali e occupazionali concrete. Per questo la richiesta è di «responsabilità e coerenza»: le stesse condizioni riconosciute ai lavoratori tedeschi dovrebbero essere assicurate anche agli stabilimenti italiani coinvolti nella cessione.















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