Confcommercio: “Negozi, bar, ristoranti e alberghi pagano l’energia due volte: direttamente in bolletta e indirettamente quando alle famiglie restano meno soldi da spendere” – Bollette sempre più pesanti per le imprese e capacità di spesa delle famiglie sempre più ridotta. Lo studio realizzato a livello nazionale da Confcommercio preoccupa il vicepresidente Confcommercio Toscana Stefano Maestri Accesi.
“A settembre il prezzo dell’elettricità in Italia è cresciuto del 73% rispetto alla media del 2025 ed è ormai su livelli superiori del 271% rispetto al periodo precedente alla pandemia. Sul mercato all’ingrosso le imprese italiane continuano a pagare l’elettricità molto più dei concorrenti europei” commenta Maestri Accesi.
“È uno svantaggio che purtroppo arriva direttamente alle imprese: per negozi, bar, ristoranti e alberghi l’energia non è un costo che si può eliminare. Illuminazione, frigoriferi, cucine, climatizzazione e attrezzature sono indispensabili per lavorare. Quando il prezzo cresce in questa misura, i margini delle aziende si restringono inevitabilmente”.
Per commercio, turismo e ristorazione l’impatto è già pesante. Confcommercio stima che nel secondo semestre 2026 l’effetto combinato di maggiori consumi e prezzi più elevati possa determinare oltre un miliardo di euro di maggiori costi in bolletta: 494 milioni per i negozi, 207 per i ristoranti, 164 per gli alberghi, 111 per i bar e 50 per la grande distribuzione. “Oltre un miliardo di costi aggiuntivi che andrà ad incidere sulla capacità delle imprese di investire, assumere e programmare”.
Ma c’è un secondo effetto. Nello scenario più sfavorevole elaborato dall’Ufficio Studi Confcommercio per il 2027, l’inflazione salirebbe al 3,7%, la crescita dei consumi si dimezzerebbe dall’1% allo 0,5% e quella del PIL scenderebbe dallo 0,9% allo 0,6%. Verrebbero meno circa 6,5 miliardi di euro di consumi delle famiglie, pari a 250 euro reali per nucleo familiare. Le spese obbligate, che nel 1995 rappresentavano il 37% dei consumi, sono già arrivate al 42% nel 2026 e potrebbero crescere ancora nel 2027.
“È un dato estremamente preoccupante” afferma il direttore generale di Confcommercio Livorno e Pisa Federico Pieragnoli. “Le imprese del terziario rischiano di pagare l’energia due volte: la prima quando arriva la propria bolletta, la seconda quando arriva quella del cliente. La coperta è sempre più corta, se una famiglia deve spendere di più per luce, gas, carburanti e altre necessità, resta sempre meno per comprare un vestito, andare al ristorante, concedersi un fine settimana o acquistare altri beni e servizi”.
Confcommercio chiede quindi interventi immediati sui costi dell’energia e, parallelamente, misure strutturali: dalla riduzione degli oneri di sistema agli incentivi per l’efficientamento energetico, fino alla riduzione della dipendenza dal gas.
“Non possiamo continuare a chiedere alle imprese di assorbire ogni nuovo aumento”, conclude Pieragnoli. “Ridurre il divario energetico con gli altri Paesi europei significa difendere la competitività delle nostre aziende e impedire che il caro energia finisca per spegnere proprio quei consumi di cui la nostra economia ha bisogno per crescere”.















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