Marcella Amadio (FdI) ha presentato in Regione una mozione che sarà poi convertita in proposta di legge, sui defibrillatori – “Una grande alleanza per la vita – si legge in una nota a firma Marcella Amadio consigliere regionale e comunale (FdI) – che unisca istituzioni, privati e associazionismo per abbattere le morti da arresto cardiaco. È questo il cuore della mozione regionale, che sarà poi convertita in proposta di legge che punta a superare l’attuale frammentazione nella gestione dei defibrillatori (DAE) in Toscana”.
“La vera sfida oggi – prosegue la nota – non è solo aumentare i dispositivi, ma censirli correttamente e formare i cittadini perché molti defibrillatori non sarebbero registrati al 118.
La mia mozione ha proprio l’obiettivo di rendere ‘visibili’ tutti i defibrillatori presenti, anche dei privati perché sebbene la legge 116/2021 obblighi alla comunicazione dei dispositivi, molti DAE restano ‘oscuri’ al sistema di emergenza. La mozione chiede che la Regione implementi portali tecnologici (come il Geoscopio) capaci di integrare in tempo reale i dati dei privati, rendendoli immediatamente fruibili alle Centrali Operative 118.
Inoltre, per favorire il censimento, chiedo procedure digitali semplificate. La comunicazione della presenza di un DAE deve essere percepita come un atto di responsabilità sociale e non come un onere burocratico che possa scoraggiare l’acquisto dei dispositivi”.
“Impegno poi la Giunta regionale – continua la nota – a creare uno standard di raccolta dati che includa le specifiche tecniche e i riferimenti dei responsabili della manutenzione, per garantire che ogni macchina censita sia effettivamente funzionante al momento del bisogno. Ed infine sottolineo la necessità di esercitare il potere di monitoraggio, promuovendo un’azione di ricognizione costante sulla distribuzione dei DAE nel territorio regionale e intervenendo per favorire il riequilibrio della sicurezza sanitaria laddove si riscontrino carenze di dispositivi accessibili.
Quando si verifica un arresto cardiaco, ogni minuto perso riduce drasticamente le possibilità di sopravvivenza. Non possiamo permettere che un dispositivo salvavita resti inutilizzato solo perché non appare sugli schermi del 118 o perché il proprietario teme complicazioni burocratiche”.
“La Toscana deve evolversi – conclude la nota – dobbiamo guidare il soccorritore verso il DAE più vicino, sia esso pubblico o privato, attraverso una mappatura dinamica e intelligente. Solo così Livorno e il resto della regione potranno dirsi davvero cardioprotette”.















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