
Quindici milioni di euro sono gli arretrati che Aamps ha in sospeso con attività commerciali e privati per Tares e Tari. Comune ed Aamps nei prossimi mesi si attiveranno ad avviare procedure per la riscossione nei confronti di 11.000 cittadini per i tributi non pagati tra il 2013 e il 2014. Ma non si sa con quali modalità; ad oggi all’interno dell’ex municipalizzata non esiste una struttura adeguata a svolgere questo compito. L’iter della procedura di riscossione dovrebbe articolarsi come segue. Il soggetto moroso, per prima cosa, riceverà una diffida di mancato pagamento. In caso di inadempimento, dopo due mesi si proseguirà con gli atti di accertamento. Solo nei casi in cui tali strumenti dovessero risultare inefficaci si passerà alla riscossione coattiva.
Quest’ultima è gestita direttamente dal Comune, con procedure assai decise in caso di grandi morosità, ma meno pesanti peri i piccoli creditori (come la maggior parte delle utenze domestiche). È bene sottolineare che se anche la riscossione coattiva non funziona (perché ad esempio un’azienda risulta fallita o è trascorso un periodo di 5 anni) i mancati pagamenti generano quel credito inesigibile che Aamps riversa sulla tariffa del servizio. La Tari 2015 è salita a 39,2 milioni complessivi rispetto ai 35 del 2014 perché parte dei crediti inesigibili che risalgono alla Tia sono stati spalmati sulla tariffa nel triennio per 3,8 milioni all’anno (che con il 10% di Iva generano l’aumento di 4,2 milioni). Ma a chi spetta l’attività alla riscossione coattiva, quella cioè di accertamento e invio delle diffide, che per la Tari 2013 dovrebbero partire a breve?
Qui sta il problema. In Aamps mancano le competenze specifiche e l’organizzazione adeguata per l’accertamento della riscossione. “Il core business di Aamps è la gestione dei rifiuti. Per le pratiche legate alla morosità ancora c’è da definire chi sarà l’istituto di competenza, una decisione che dovrà essere presa tra Comune e Azienda. Al momento nella partecipata manca però un interlocutore, dato che ancora deve essere nominata la nuova governance dopo l’allontanamento dell’amministratore unico Marco Di Gennaro. E’ probabile che a questo punto, si opti per una soluzione esterna, cioè affidare la risossione delle morosità ad una società privata, soluzione che permetterebbe di snellire i tempi e accelerare l’aggressione della morosità”.















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