
Una lettera aperta alla Città di Livorno. Cosi’ Loris Rispoli, storico animatore del Comitato MobyPrince di Livorno 140, ha voluto comunicare la propria sete inesauribile di verità e giustizia sui fatti ancora oscuri che ombreggiarono la limpidissima notte del 10.04.1991.
Rispoli, che al pari di altri familiari non ha mai transatto alcuna forma di risarcimento con la compagnia armatrice pur di costituirsi come parte civile nei procedimenti penali,chiedeva partecipazione in questa ennesima giornata del ricordo, e lo ha fatto in modo discreto. Chiara fin dall’inizio la consapevolezza che la sua musica avrebbe stonato quella dell’ottimismo e del business delle grandi navi,che portano si’ lavoro, ma spesso mettono in subordine la sicurezza dei marittimi e la stessa visibilità/integrità delle coste.
In questo contesto, dice Rispoli, vicende simili continuano ad accadere, come la recente strage del traghetto Norman Atlantic, anche se fu proprio in occasione del naufragio del Moby Prince che si accanirono su passeggeri e personale di bordo circostanze palesemente colpose di cui nessuno, nelle sedi giudiziarie, è mai risultato penalmente responsabile. Di questo tuttora soffrono i familiari delle vittime che compostamente anche quest’anno hanno manifestato il dolore per i propri cari. L’Autorità Giudiziaria, conclude Rispoli, decise infatti di procedere nei confronti di persone che avevano avuto solo un ruolo marginale nella vicenda, per reati comunque prescrivilbili, senza mai valorizzare con, adeguate indagini e testimonianze non solo indiziarie, il reato di strage.
Ora non resta che attendere l’istituzione di una Commissione Parlamentare d’Inchiesta che a quasi 25 anni di distanza dal sinistro riparta con una seria investigazione sull’intera vicenda, da troppo tempo avvitatasi nel mistero, nello sconcerto e nel gorgo di qualche imbarazzo di troppo da parte di Magistratura locale e politica.















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