
Giovedi 23 Aprile, alle ore 17,30, nei locali della Federazione del PD, via Donnini n.66 si terrà un confronto tra la Commissione Territoriale di Garanzia ed i firmatari sia della lettera del 28 Marzo, sia della lettera dell’11 Aprile con le quali sono state comunicate intenzioni di dimissioni dal PD oppure di autoesclusione dai suoi organi dirigenti ai vari livelli territoriali. Parteciperà Roberto Ceccarini, responsabile dell’organizzazione della Federazione livornese del PD.
Ricordiamo che La lettera del 28 Marzo è stata sottoscritta da: Antonio Ceccantini, Oriana Rossi,Marco Di Bisceglie, Alessandra Calcagno, Andrea Colli, Giuseppe Sansò, Elena Betti, Fabio Bernardini, Carlo Santucci, Ilaria Porciani. In questo documento, a conclusione di argomentazioni di valenza nazionale e locale, si preannuncia la scelta di “ non rinnovare l’iscrizione al PD “. Mentre la lettera dell’11 Aprile è stata sottoscritta da: Simonetta Pampaloni, Barbara La Comba, Rossella Porri, Luana Lucarelli, Paolo Bolognesi, Giuliana Simonti, Annamaria Neri, Claudio Martorano,Roberto Morganti, Paola Garzelli, Tamara Napolitano, Luca Menoni, Antonella Giunta.
In questo documento sono state presentate “ formali dimissioni dagli organismi dirigenti del Partito Democratico “. Nei giorni successivi, inoltre, alcuni dei firmatari hanno manifestato la volontà di non rinnovare l’adesione al Partito.
L’adesione a un Partito è sempre una scelta libera e volontaria, – sottolineano in una nota dalla segreteria Pd – Il Partito Democratico, almeno questa è la nostra opinione, vuole configurarsi come una comunità politica che si costruisce sulla base di valori, idee, strategie fondamentali e progetti politici. La sua ricchezza principale risiede nelle donne e negli uomini che ne fanno parte. Quando singoli o gruppi di persone preannunciano la volontà di lasciare il Partito o di dimettersi dai suoi organismi, quella stessa comunità politica non può rimanere indifferente ed estranea. Il Partito, riconoscendo la liberta di scelta, deve avere la capacità di ascoltare invitando, al tempo stesso, i singoli a una riflessione costruttiva e a nuove disponibilità. Questo è tanto più necessario in un Partito che intende essere al suo interno pluralista e plurale.















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