
Pubblichiamo dichiarazione inviata dall’Unione inquilini:
Come tanti altri avevamo aderito al corteo manifestazione di protesta contro la carica incomprensibile, in piazza Cavour, che ha lasciato segni e ferite non solo fisiche, sul corpo di ragazzi e ha coinvolto anche una donna accorsa in difesa del figlio.
C’eravamo perché l’unione inquilini ha fatto un bel tratto di strada con parte dei centri sociali, costruendo azione politica condivisa, improntata su un rigoroso rifiuto della violenza.
Per quasi 10 anni con Giovanni Ceravolo e tanti altri abbiamo creato una rete di protezione per evitare che a causa dello sfratto dei genitori, minori finissero abbandonati per strada, oppure handicappati o anziani, facendo picchettaggi ovvero presenza solidale con il movimento e i nostri comitati di senza casa e sfrattati, che mai sono sfociati in violenza o resistenza all’intervento della polizia, la quale peraltro in nostra presenza si è quasi sempre dimostrata molto responsabile, conscia della delicatezza della situazione, a fronte di un conflitto difficile tra diritto di proprietà e diritto costituzionale alla tutela delle persone fragili e indifese, appunto bambini, malati etc.
A fronte delle lettere dell’amministrazione comunale, lettere consegnate agli ufficiali giudiziari che in risposta alla richiesta delle famiglie di un alloggio di fortuna per non finire in strada, riconoscevano il diritto a una pubblica tutela, nel mentre confessavano l’impossibilita’ di dare una risposta di soccorso immediato, abbiamo solidarizzato politicamente anche con le occupazioni di necessità degli sfollati, purché non sottraessero la già scarsa edilizia pubblica assegnabile secondo le vigenti normative.
Quando davanti alla prefettura il corteo è stato improvvisamente interrotto da un gruppo di manifestanti che hanno creato un assurdo parapiglia, provocando il fuggi fuggi generale, anche noi del sindacato ci siamo rifugiati a distanza di sicurezza, ma da li abbiamo subito pensato all’incolumità dei giovani amici dei centri sociali.
Molti ci hanno rassicurato e che alcuni di loro stavano cercando di far cessare l’azione stupida più che pericolosa, e del tutto inaspettata, di un gruppetto evidentemente estraneo allo spirito della manifestazione, che voleva essere di contestazione pacifica, in caso diverso l’Unione Inquilini non avrebbe mai partecipato.
Il centro sociale livornese peraltro già dal giorno successivo si è dichiarato, con un comunicato stampa, estraneo al gesto aggressivo contro il portone della prefettura (che essendo giorno festivo era chiusa).
Certo non si può criminalizzare Giovanni Ceravolo e pochi altri, che coraggiosamente hanno cercato di arginare e calmare gli esagitati, a volto scoperto e richiamando alla calma il gruppo di scalmanati.
Pertanto siamo sorpresi e indignati di un rovesciamento di prospettiva per cui ragazzi che hanno cercato di calmare responsabilmente gli animi, passino oggi per pericolosi provocatori di disordini.
Confidiamo nel buon senso e in un dibattimento che sappia ristabilire verità e responsabilità, e ci auguriamo che Ceravolo e gli altri non siano in pericolo, per un assurdo rovesciamento e travisamento dei ruoli e delle responsabilità.
Seguiremo con preoccupazione e fiducia un esito che ci auguriamo riconosca l’estraneità di un protagonista di attività sociali importanti e dei suoi compagni che insieme a lui continuano nell’avventura di democratizzazione della città, restituendo occasioni di socialità con generosa intelligenza e spazi di città, che il profitto e l’avidità di pochi rubano alla maggioranza di cittadini.
Fonte: Unine Inquilini Livorno















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