
Cade in mare, viene ripescato dalla Capitaneria e dal gozzo del Venezia. L’uomo era finito in acqua dal molo davanti alla Capitaneria di porto: un militare si è gettato in mare per sostenerlo, poi è arrivata anche la barca dei vogatori. E’ accaduto la sera di lunedì in porto intorno alle 20.50, nelle acque antistanti l’edificio della Guardia Costiera, un passante, avendo notato la presenza in mare di una persona, si è recato di corsa a chiedere soccorso ai militari della Capitaneria.
Sul luogo erano già presenti alcuni pescatori sportivi livornesi che con un retino stavano tentando di agganciare l’uomo, ma senza successo. Il malcapitato, infatti, probabilmente poco lucido, non riusciva ad aggrapparsi all’attrezzatura. I militari, che nel frattempo avevano recuperato dalle dotazioni dei mezzi nautici un salvagente, provavano a lanciarlo in acqua, ma anche tale tentativo non aveva esito. Vista la situazione sempre più pericolosa per la vita dell’uomo che ormai non dava quasi più segni di reazione, uno dei militari, si è lanciato in mare ed ha preso in consegna l’uomo.
Nel frattempo, gli altri militari richiamavano l’attenzione di un’imbarcazione della sezione nautica “Venezia”, di rientro dall’allenamento, che veniva dirottata sul punto della caduta. Gli atleti, con l’aiuto da mare del militare della Capitaneria, tiravano a bordo sulla loro unità di appoggio e lo trasportavano in banchina. Il servizio 118, chiamato dalla sala operativa della Guardia Costiera, provvedeva a fornire le prime cure sul posto e, successivamente, trasportava l’uomo in ospedale che, attualmente –da notizie assunte- non risulterebbe in pericolo di vita. Dalle prime ricostruzioni del fatto operate dai militari che hanno raccolto le testimonianze dei presenti, sembrerebbe che la persona, un uomo già noto ai sanitari come persona senza fissa dimora, sia stata vista barcollare prima di cadere in mare, segno che non fosse lucido al momento dell’incidente.















Lascia un commento