
A seguito delle dimissioni dell’ormai ex Presidente del Consiglio Comunale Giovanna Cepparello, le ipotesi che circolano sui nuovi nomi sono al vaglio degli uomini di Nogarin: in un primo momento era stato pensato a Daniele Esposito, Vice Presidente del Consiglio, ma poi riflettendo i grillini si sono resi conto che così facendo perdono un voto di maggioranza in consiglio stesso e in questo periodo delicato per il governo della città proprio non possono permetterselo visto i numeri così risicati che hanno attualmente in consiglio con l’ingresso di Valiani prima, e sopratutto con la spaccatura avvenuta dopo la vicenda Aamps con tre consiglieri del M5s che hanno votato contro il suo stesso sindaco. L’ipotesi più plausibile potrebbe essere la nomina di una figura di esperienza come quella di Marco Cannito, silurato però 17 mesi fà a questa incarico. Cannito però rappresenterebbe la persona più indicata a ricoprire questo ruolo, sia per la sua conoscenza di lungo corso delle vicende comunali, sia perchè permetterebbe alla maggioranza di avere un voto contrario in meno nelle decisioni consiliari.
Intanto il sindaco Nogarin aveva provato a far ritornare sui suoi passi la dott.ssa Cepparello, ma con una lettera inviata oggi al primo cittadino, la ex presidente del consiglio conferma la sua decisione di dimettersi dall’incarico. Di seguito la lettera:
“Caro Sindaco”,
La ringrazio molto per la Sua lettera, e per l’auspicio che Lei gentilmente mi rivolge. Purtroppo non posso ritirare le mie dimissioni, semplicemente per coerenza. Non ho mai avuto particolare simpatia per i dimissionari indecisi, e non mi sentirei a mio agio, dopo quello che ho detto durante l’ultimo Consiglio Comunale, a riprendere con disinvoltura la mia ‘poltrona’. A onor del vero, occuperò il seggio alle Sue spalle ancora per qualche giorno, fino all’elezione del nuovo Presidente, così come prevede il nostro regolamento. Lo farò volentieri, nel tentativo di garantire un passaggio sereno e costruttivo. Ma, passata questa fase di transizione, credo che per me sia arrivato il momento di tornare a quel banco che ho occupato solo per pochi minuti, il 30 giugno del 2014, accanto ai miei compagni di cammino, Marco Bruciati e Andrea Raspanti.
Le motivazioni che mi hanno portato a questa decisione, come Lei ricorda nella Sua nota, sono due: la convinzione che il Consiglio sia stato scavalcato, in particolare sulla questione Aamps, e la volontà di schierarmi su un atto di cruciale importanza. Prendendo spunto dalle Sue interessanti riflessioni, provo a definire meglio la mia posizione. Parto dal primo punto. In questi 17 mesi, ho cercato di fare in modo che l’assemblea si trovasse nelle condizioni migliori per deliberare, quando previsto, e per svolgere la sua funzione di indirizzo e controllo. Rispetto a queste prerogative, risulta fondamentale avere informazioni esaurienti sull’operato e sulle intenzioni del Sindaco e della Giunta. In alcuni casi, ed in particolare su Aamps, ritengo che queste informazioni non siano state sufficienti, né chiare. Come ho già precisato, il problema non si è posto solo nelle ultime, concitate, settimane, ma è sorto nel corso di mesi. Con le mie dimissioni mi sono voluta opporre ad una pratica che certo non riguarda solo la Sua Amministrazione, ma che rientra in una tendenza politica emergente, la stessa per cui i governi ricorrono sempre più spesso a decretazioni d’urgenza, maxiemendamenti e questioni di fiducia. Leggo con molto piacere che Lei ha tutte le intenzioni di valorizzare l’organo assembleare, e mi auguro sinceramente che riuscirà, in collaborazione con il nuovo Presidente, a dare corpo a questa Sua condivisibile intenzione.
Per quanto riguarda il secondo punto, la mia volontà di schierarmi, so che la mia astensione non risponde ad alcuna regola scritta, ma è legata ad una mia personale scelta garantista. Del resto, in più di un’occasione ho votato, su atti ordinari. Ma in questo caso era in gioco una questione che è stata presentata come elemento di forte distinzione del Suo governo, e che ha sollevato una campagna mediatica addirittura a livello nazionale. Prendere posizione, da Presidente, con la possibilità concreta di condizionare l’esito del voto, mi sarebbe sembrata una scelta poco rispettosa del mio ruolo istituzionale.
Augurandole un buon lavoro, Le porgo i miei più cordiali saluti.
Giovanna Cepparello















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