
La prima votazione per eleggere il nuovo Presidente del consiglio comunale è andata a vuoto con una seduta lampo: in poco meno di un’ora si è deciso di non eleggere in prima battuta il successore di Giovanna Cepparello. I 5 Stelle non sono ancora sicuri della scelta da intraprendere: probabile una soluzione interna con il vice della Cepparello, Daniele Esposito, ma perdere un’altro voto in una maggioranza già decimata dall’ingresso di Valiani prima, e dall’espulsione dei tre dissidenti dopo (ora passati nei banchi dell’opposizione), potrebbe risultare rischioso per gli equilibri di governo.
Il Pd candida apertamente la consigliera Cristina Bini, votata dai consiglieri del suo partito a maggioranza; ma è probabile che ci sia da attendere più di un’altra seduta del consiglio comunale per conoscere il nome del nuovo Presidente.
Va preso atto che già in passato, per l’elezione di Enrico Bianchi (Pd) ad esempio, erano occorse tre votazioni, considerando che nelle prime due è richiesta la maggioranza qualificata dei consiglieri, mentre dalla terza in poi basta quella semplice, per cui l’ipotesi che per la fumata bianca si arrivi a quest’ultima seduta è la più plausibile.
C’è poi il problema della giunta: dopo le dimissioni dell’assessore Gordiani e l’imminente addio dell’assessore Perullo, sono sempre più insistenti le voci di un ingresso in giunta di un esponente dell’opposizione: Marco Cannito (Città Diversa). La sua esperienza pluriennale di attività consiliare potrebbe risultare preziosa al sindaco, e alla giunta stessa per lo più composta da esponenti tecnici.
Il fatto che Cannito non sia stato proposto come successore di Giovanna Cepparello potrebbe essere un segnale significativo che porta a questa considerazione.















Lascia un commento