
La telecamera del distributore Eni di via Ippolito Nievo ha ripreso ogni momento dell’incidente in cui Alessio Pianezzoli 77 anni è stato travolto e ucciso da una Fiat 500 condotta dal giovane 23enne Manuele Danti. Sullo schermo, alle 4,50 di mercoledi scorso, compare una figura: cammina a piedi, attraversa la strada scavalcando lo spartitraffico davanti al cimitero ebraico.
Nello stesso istante sfila davanti all’obiettivo una Fiat 500 sotto la pioggia battente. Un secondo dopo l’impatto violentissimo: Il corpo dell’uomo che vola lontano, ad una quarantina di metri dal punto dell’impatto.
«Pioveva, non l’ho visto», ha sostenuto il ventitreenne, che dopo il violento impatto dal suo cellulare ha allertato i soccorsi, raccontando di essere un testimone, poi sottoposto ad un intenso interrogatorio si è visto costretto a confessare le proprie responsabilità. «E’ un ragazzo che lavora per pagarsi gli studi, non è un pirata della strada, – dichiara l’avvocato difensore – Quando si è accorto di quello che era successo ha telefonato immediatamente ai carabinieri per allertare i soccorsi. Non ha detto subito che era lui alla guida dell’auto perché ha avuto paura».
L’accusa nei suoi confronti è quella di omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza.
Il filmato è stato già acquisito dai militari coordinati dal pubblico ministero Antonio Di Bugno: consentirà ai periti di stabilire la velocità alla quale viaggiava la vettura al momento dell’impatto con il Pianezzoli.















Lascia un commento