
In merito alla polemica sulla mostra del maestro Mario Madiai, avviata dal consigliere comunale Meschinelli (5 stelle), che ha accusato l’assessore Fasulo per aver patrocinato l’iniziativa, il responsabile Cultura del PD territoriale Marco Voleri con una nota (che riportiamo di seguito), esprime alcune considerazioni:
c’è da chiedersi se il consigliere ha le giuste competenze artistiche per affermare con fermezza che la mostra non andava realizzata. Ciò che ha affermato è grave rispetto ad una città che vanta, storicamente, un patrimonio culturale importante, e libertà di espressione da parte di artisti e pittori, dai tempi delle leggi livornine.
Seguendo il suo ragionamento, in linea teorica, sarebbe necessario svuotare musei e biblioteche di mezzo mondo. Infatti, l’ accusa rivolta da Meschinelli all’ assessore Fasulo (giunta 5stelle) è quella di aver appoggiato la mostra di Mario Madiai, pittore livornese che anni or sono ha patteggiato nella vicenda porto 2000.
A questo proposito, rimanendo in tema viene in mente Balthus, artista attualmente in mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma, una cui mostra in Germania nel 2014, fu censurata perché sembrava avere un contenuto pedofilo. Andando avanti c’è da ricordare Piero Guccione, altro illustre pittore al quale nel 2012 sono stati contestati migliaia di euro dalla Guardia Finanza per evasione fiscale: è presente nei più importanti musei italiani, tra cui il Mambo di Bologna. Ed Egon Schiele? Fu messo in prigione perché accusato di aver sedotto una quattordicenne. Era pupillo di Klimt ed uno dei pittori ed incisori più straordinari al mondo. E ancora: Caravaggio? Condannato a morte per l’omicidio di Ranuccio Tomassoni, tanto per citare il fatto più grave. Molto più banalmente, sarebbe stato singolare vietare di calcare i palcoscenici a Luciano Pavarotti, alle prese con questioni fiscali qualche lustro fa.
Questi artisti sono sufficienti a dimostrare che molti musei e biblioteche sarebbero significativamente impoveriti se professassimo il giustizialismo a priori tanto caro ai 5stelle.
Mario Madiai rappresenta, di fatto, uno dei più importanti pittori labronici, che dovrebbe essere casomai valorizzato e non attaccato, visto che la cultura cittadina fa fatica a crescere. Di Madiai hanno scritto i più grandi critici italiani, da Raffaele Monti a Mario Quesada, da Martina Corgnati a Piercarlo Santini, da Lodovico Gierut a Tommaso Paloscia. Tiziano Forni, uno dei più grandi galleristi d’Italia, era di casa al suo studio. In tutto ciò vediamo una sola verità, che i 5stelle sono un agglomerato eterogeno di persone con idee e concetti differenti, ma tutti con una sete di vendetta, giustizialismo e arroganza che è preoccupante per Livorno.
Marco Voleri
Resp. Cultura
PD territoriale Livorno















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