
Porto. Le problematiche nel settore ro/ro del porto labronico sembrano non avere mai fine, la concorrenza basata su tariffe a ribasso tra imprese private che operano nello sbarco/imbarco di mezzi rotabili (camion, autoarticolati, trailer) a bordo di navi traghetto, stà causando una guerra tra imprese che inevitabilmente ricade sull’occupazione dei lavoratori delle imprese stesse.
E’ questo il motivo dello sciopero indetto dai sindacati Filt Cgil della provincia di Livorno. Nella giornata di questo martedi 9 febbraio i lavoratori del porto hanno incrociato le braccia per 2 ore al termine di ogni turno, fino alla mezzanotte del giorno stesso.
La mobilitazione, indetta dalla Filt Cgil, ha come motivazione anche altri aspetti, legati a regole che secondo i sindacati, non sono ben definite dall’Autorità Portuale. “Nella giornata di lunedi 8 febbraio, per cause a noi sconosciute, – sostiene Simone Angella – un traghetto è attraccato al Molo Italia in contrasto a quanto previsto dal Piano Regolatore Portuale.
I confini delle concessioni, sembrano non esistere più, manca una soluzione organica alla questione degli spazi e della concorrenza e, giornalmente, proseguono le forzature delle regole, nel disinteresse generale e nel silenzio colpevole di chi dovrebbe far rispettare le regole – continua il segretario della Filt Cgil -.
All’Autorità Portuale chiediamo: la fantomatica rete d’impresa Ro/Ro è già realtà? Questa Autorità Portuale ha intenzione di discuterne con i rappresentanti dei lavoratori?
I lavoratori delle imprese Ro/Ro vivono costantemente in una situazione di precarietà, basta un colpo di vento per determinare perdita di posti di lavoro, il sistema delle imprese non affronta la questione e l’autorità portuale nicchia. Dopo questo sciopero – conclude Filt Cgil provincia di Livorno- metteremo in piedi un’assemblea generale per decidere con i lavoratori come proseguire le iniziative di lotta”.















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