
Gli inquirenti hanno tracciato l’identikit del killer che sabato scorso ha ucciso il 39enne lituano Vitali Kimpis mentre stava rientrando a casa nella sua abitazione in via Roma 326. Le caratteristiche del fendente scagliato, analizzato sul cadavere, lasciano presupporre che si tratti quasi sicuramente di un killer professionista, con doti fisiche superiori alla norma e con una determinazione ad uccidere non indifferente. Ha inferto un colpo ben assestato, preciso, letale e violentissimo, tanto da spezzare le costole alla vittima e a farla giacere a terra agonizzante. A togliere la vita al lituano, una grossa lama di un coltello da caccia o da guerra. Il killer, secondo gli inquirenti avrebbe atteso la vittima nel vialetto di casa prima di colpirlo letalmente e con rabbia. Un colpo sferrato con potenza se si considera che la vittima era di corporatura robusta, alta un metro e ottanta. L’arma, molto affilata e appuntita, avrebbe attraversato gli abiti compreso il giubbotto e spezzato le costole per poi penetrare per circa 30-40 centimetri all’interno del petto prima di raggiungere il cuore.
Un colpo inferto sicuramente da un professionista che non ha lasciato scampo al 39enne, lasciandolo in vita, incoscente, solo per qualche minuto.
Gli inquirenti stanno percorrendo diverse piste, compresa quella che conduce all’ambiente della comunità georgiana: sembra che Vitali Kimpis, abbia avuto contatti con alcuni georgiani della zona.
Intanto la Procura ha incaricato il medico legale di eseguire l’autopsia sulla salma già da questo mercoledi.
Vitali risiedeva a Livorno da due anni con la moglie che da cinque anni vive qui in città dove esercita la professione di badante. I vicini di casa descrivono i due come una coppia tranquilla, silenziosa, senza problemi evidenti. La stessa moglie interrogata dagli inquirenti, ha escluso con fermezza la possibilità di un coinvolgimento del marito con attività illegali. Sono stati rilevati e verificati i tabulati telefonici della vittima e della moglie, ma per il momento sembra che non abbino procurato indizi particolari agli inquirenti per risalire all’autore del feroce delitto.















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