“A seguito delle numerose segnalazioni relative alla presenza di Lupi nelle campagne e periferie di tutta la Toscana – si legge in una nota a firma congiunta WWF Toscana, Lipu Livorno e Lav Livorno – vogliamo cogliere l’occasione per tranquillizzare i cittadini ed invitare le associazioni venatorie e di categoria a non cavalcare inutili e falsi allarmismi. Dopo cinquant’anni di tutela assoluta, ora si è fatta una scelta politica di allentare la protezione, il tutto senza reali analisi e motivazioni scientifiche valide, ma solo giocando sulla ‘pancia’ delle persone, incutendogli paure infondate magari per recuperare miseri consensi elettorali. Chiediamo alle Amministrazioni di affidarsi ai fatti ed ai professionisti scientifici, invece di farsi megafono di paure ancestrali, oggi del tutto inutili e in mala fede.
Negli ultimi decenni il Lupo, in Italia e in Europa in generale, ha ricolonizzato territori sia di collina che di pianura, sempre seguendo le fonti di cibo, per loro essenziali. Dalla letteratura, si vede come il Lupo, se non braccato, ha sempre convissuto intorno all’uomo, anche in aree apparentemente per noi non vocate alla sua presenza, si pensi alla pianura Padana. Il Lupo ha dimostrato di essere una specie adattabile ed opportunista, capace di vivere e sopravvivere, in contesti urbani molto antropizzati. Questo rappresenta un naturale fenomeno di adattamento della specie, che va studiato senza allarmismi”.
“I casi in cui alcuni Lupi hanno perso la naturale diffidenza verso l’uomo – prosegue la nota – sono molto sporadici, in questi casi si parla di ‘Lupi confidenti’, e alla base di questi rari casi c’è sempre il fenomeno dell’abituazione! L’ abituazione è la perdita della naturale risposta (la fuga) ad uno stimolo (la presenza umana ravvicinata), che può essere rafforzata da un condizionamento principalmente costituito dal cibo, fornito volontariamente, trovato fuori da cassonetti/discariche, costituito da scarti di attività artigianali/industriali non correttamente gestiti, lasciato incustodito in gattili o comunque destinato ad animali domestici. Casi di questo tipo, da segnalare immediatamente alle forze dell’ordine che devono intervenire tempestivamente, sono molto rari in Italia, ad oggi registriamo tre /quattro casi (es. lupo di Otranto 2020 – lupo di Vasto 2023 e Roma 2025)”.
Quindi il Lupo è pericoloso per l’uomo?
“Vogliamo precisare – continua la nota – che essendo una specie selvatica ha in sé il potenziale per arrecare danni all’uomo come qualunque altra specie in natura di una certa stazza (Cervi, Daini, Orsi, Cinghiali etc..), pertanto il rispetto e le dovute distanze in caso di avvistamento sono sempre necessarie e di buona norma. Stimata in Europa la presenza di oltre 20000 Lupi le segnalazioni di aggressioni (Lupi confidenti) sono talmente sporadiche da poter ragionevolmente sostenere che il Lupo non rappresenta un pericolo significativo per l’uomo.
Quello che raccomandiamo sempre sono delle semplici pratiche di buon senso, peraltro il rischio maggiore lo corrono gli animali da allevamento e da compagnia verso i quali sono necessarie specifiche precauzioni che in alcuni casi andrebbero maggiormente sostenute delle Amministrazioni Pubbliche.
A differenza dei ‘nemici’ del lupo e di tutti i selvatici, noi siamo fermamente convinti che la coesistenza uomo-lupo sia e deve essere possibile, per il bene di entrambi!
Pertanto, ai cittadini che vogliono e devono usufruire degli spazi aperti in campagna come nel bosco, si raccomandano poche ma importanti nozioni:
– Durante le escursioni/passeggiate in natura, tenere sempre il cane al guinzaglio
– Non abbandonare rifiuti, scarti organici, cibo a disposizione nei pressi di abitazioni, aziende agricole, gattili
– In caso di avvistamento, mantenere una distanza di sicurezza (circa 100 mt), non creare disturbo ed eventualmente fare rumore e parlare a voce alta
– non cercare la foto o il video ad effetto, soprattutto non inseguire gli animali con l’auto”
“Infine, ma molto importante – conclude la nota – non alimentare false notizie, anche e soprattutto attraverso i social, chiedere sempre un parere ad esperti e associazioni operanti in questi ambiti senza cedere ad inutili allarmismi che fanno il gioco della cattiva politica e dell’ignoranza in materia. Fondamentale organizzare incontri pubblici per spiegare la situazione senza allarmismi, facendo intervenire il pubblico oltre ad esperti biologi/naturalisti e quegli allevatori che credono fermamente nelle opere di prevenzione (reti elettrificate, cani da guardiania, stabulazione notturna, etc.) considerandole alleati di chi pratica allevamento e non inutili difficoltà”.















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