“La maggioranza di sinistra ha bocciato la nostra mozione che propone di portare il cinema all’aperto nelle piazze e nei quartieri della città – si legge in una nota a firma dei consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Marcella Amadio e Alessandro Perini -. E il motivo reale è emerso con chiarezza durante il dibattito.
Più che discutere nel merito della proposta, molti interventi si sono concentrati sulla difesa di associazioni e realtà che organizzano iniziative analoghe e che ricevono contributi pubblici. Evidentemente qualcuno ha visto nella nostra proposta un pericolo per un sistema consolidato di eventi, finanziamenti e risorse pubbliche”.
“La prima giustificazione – prosegue la nota – è stata che iniziative simili esisterebbero già. Non è vero. La nostra proposta non riguardava semplicemente la possibilità di vedere un film. A Livorno esistono già rassegne cinematografiche organizzate in fortezze, impianti sportivi e altri spazi delimitati, il cui accesso è subordinato al pagamento di un biglietto. Si tratta di iniziative certamente meritevoli, ma profondamente diverse da ciò che abbiamo proposto.
Noi immaginavamo proiezioni gratuite nelle piazze e nei quartieri della città, aperte a tutti e senza alcuna barriera economica. Non volevamo semplicemente ‘fare cinema’, ma creare occasioni di aggregazione, socialità e partecipazione, riportando le persone a vivere gli spazi pubblici e a stare insieme. Il film sarebbe stato il mezzo, non il fine”.
“Ancora più surreale – continua la nota – è stata l’accusa secondo cui avremmo voluto proporre una sorta di ‘cinematografia di regime’. Chi sostiene questo evidentemente non ha letto la mozione oppure ne ha deformato il contenuto in maniera strumentale per costruire una motivazione apparentemente presentabile con cui giustificare un voto contrario. Perché il vero motivo della bocciatura, emerso chiaramente durante il dibattito, era molto meno confessabile.
Nel nostro testo non esiste alcun riferimento politico o ideologico nella scelta delle opere da proiettare. Si parlava semplicemente di cinema classico italiano e internazionale, una scelta dettata dall’esigenza di non entrare in concorrenza con le rassegne commerciali estive, che già propongono film contemporanei. Avevamo pensato a registi come Ettore Scola, ai film con Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Sofia Loren, Vittorio De Sica e a tanti altri mostri sacri che la cinematografia italiana può vantare”.
“Trasformare questa indicazione – comclude la nota – in un presunto tentativo di imporre un cinema di regime significa abbandonare il merito della discussione per rifugiarsi nella caricatura ideologica.
Una sinistra grottesca e ridicola che grida al regime perché si propone la proiezione del film ‘Il Marchese del Grillo’. Ridicoli!”















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