• Cronaca
  • Territorio
    • Immobili & turismo
  • Sport
    • US Livorno
    • Basket
    • Altri sport
  • Attualità
    • Economia
    • Porto
    • Sanità
    • Territorio
    • Politica
  • Cultura
  • Archivio
  • Orizon Magazine
Livorno 24
Livorno 24
  • Cronaca
  • Territorio
    • Immobili & turismo
  • Sport
    • US Livorno
    • Basket
    • Altri sport
  • Attualità
    • Economia
    • Porto
    • Sanità
    • Territorio
    • Politica
  • Cultura
  • Archivio
  • Orizon Magazine
Home
Attualità
Porto

Trent’anni di Autorità Portuale: dai primi mattoni alla cattedrale del futuro

2 Ottobre 2026 Porto, priority

Trent’anni di Autorità Portuale: dai primi mattoni alla cattedrale del futuro

Trent’anni di porto, tre decenni di decisioni, scommesse, opere, cambiamenti e anche di scontri. A raccontarli sono stati stamani gli uomini che, in momenti diversi, hanno avuto la responsabilità di guidare lo scalo livornese. Una storia che parte dalla riforma della portualità del 1994 e attraversa la stagione dei grandi piani regolatori, arrivando fino alla Darsena Europa e all’attuale Autorità di sistema.

È il filo conduttore dell’incontro “Passato, presente e futuro: i trent’anni di storia che hanno ridisegnato i nostri porti”, organizzato per presentare il nuovo volume della collana I quaderni della logistica, edito da Media Print. In sala, a ripercorrere questa storia, Nereo Marcucci, Roberto Piccini, Massimo Provinciali, Stefano Corsini, Luciano Guerrieri e Davide Gariglio.

A introdurre la mattinata Claudio Capuano, che ha spiegato la filosofia della collana: mettere insieme, attraverso le interviste ai protagonisti, pezzi di una storia che altrimenti rischierebbero di perdersi. “Riletti nel tempo, questi volumetti possono comporre una storia lunga trent’anni” ha detto, aggiungendo che “il porto si può leggere in tanti modi, dal profilo delle concessioni a quello del lavoro, ma alla fine si legge attraverso le persone che lo hanno vissuto”.

Dopo  di lui il saluto del direttore de Il Tirreno, Cristiano Marcacci, che ha sottolineato come il filo della memoria sia uno dei valori di riferimento del giornale da sempre. “La memoria – h dichiarato – rappresenta l’ossatura essenziale per progettare un futuro dalle fondamenta solide”. E il parallelo con il giornale è inevitabile: “Celebrate trent’anni di visioni, scelte, problematiche affrontate e risolte, nuove trasformazioni e nuove sfide. È un percorso che ci unisce a Il Tirreno, che tra pochi mesi entrerà nel 2027, anno del 150° anniversario della sua fondazione. Anche noi abbiamo una sfida davanti”.

 

E sono state proprio le sfide, quelle aperte, quelle vinte e quelle ancora da affrontare, a fare da tema centrale al confronto moderato dalla giornalista de Il Tirreno Martina Trivigno. Un confronto che ha riunito allo stesso tavolo presidenti e segretari generali, passati e presenti, della Port Authority labronica, poi diventata Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale con l’accorpamento in un unico ente dei porti di Livorno, Piombino, Capraia, Portoferraio, Rio Marina e Cavo.

I porti degli anni novanta, prima di tutto. Nereo Marcucci fu il primo presidente dell’Autorità portuale di Livorno dopo la riforma. Un passaggio che significava cambiare profondamente il modo di governare lo scalo portuale. “Più che una visione da inseguire – racconta – c’era un porto che aveva bisogno di essere messo in condizione di funzionare. Non ebbi bisogno di avere una visione particolare: era chiaro cosa dovessi fare. Dovevo rispondere alle necessita del momento con una delle migliori squadre che mai una AdSP abbia avuto”. Il racconto di quegli anni è fatto anche di spazi da recuperare e infrastrutture da completare. “Non c’era da volare alto: il perimetro era chiaro”.

Dagli anni Novanta si arriva agli anni Duemila. Ed è qui che entra in scena Roberto Piccini. Il porto ha bisogno di nuovi spazi, i traffici cambiano e Livorno deve cominciare a ragionare su una scala diversa.

“Credo che ognuno di noi abbia usufruito di tracce costruite da altri” ha affermato Piccini, ricordando il suo arrivo all’Autorità portuale dopo tre anni di commissariamento, in una situazione che ha definito di “stallo e conflitto”. La parola che torna più volte è strategia. “Livorno aveva bisogno di pensare strategicamente a qualcosa che la proiettasse in un ambito di competitività europea” ha detto. Il passaggio fondamentale è quello del piano regolatore portuale. Nel 2007 il percorso riparte, nel 2008 arriva l’accordo sui lineamenti del nuovo piano e nel 2009 viene presentata la variante anticipatrice della Piattaforma Europa. “Livorno aveva punti di forza rari. Si sviluppò la visione del “porto dei porti”, con tante unità specializzate e funzioni dedicate per tante tipologie di traffici”. Una scelta che, nella sua lettura, resta ancora attuale.

Poi arriva la stagione di Giuliano Gallanti, raccontata da Massimo Provinciali. Tre parole per descriverla: Futuro, coraggio e comunità.

 

Il futuro, innanzitutto. “Gallanti è stato l’unico presidente, dalla legge 84/94, ad aver portato a compimento due PRP (quello nel porto di Genova, di cui fu presidente per otto anni, e quello di Livorno) ”. Per Provinciali il piano regolatore era molto più di un documento tecnico: era lo strumento necessario per programmare le opere e soprattutto per intercettare le risorse. “La presenza di un PRP era una conditio sine qua non per acquisire risorse” ha ricordato.

Poi il coraggio. Provinciali cita alcune delle scelte compiute in quegli anni: dall’ingresso in seno all’Interporto Vespucci al finanziamento dello scavalco ferroviario, fino all’ingresso dell’Autorità portuale nell’articolo 17 dello scalo labronico, l’ALP. “Gallanti ha avuto il coraggio di rompere un tabù tipico della pubblica amministrazione: il culto del precedente”.

E infine la comunità. Una parola che torna con forza nel racconto di Provinciali e che definisce l’essenza stessa del porto. “È fondamentale in una realtà che vive di regole della concorrenza, ma che deve anche ragionare con un senso di comunità. Non vuol dire che in famiglia non si litighi: significa che poi bisogna compattarsi e procedere verso un obiettivo comune”.

Un concetto che Provinciali collega anche a una vicenda penale che l’ha segnato profondamente e che si trascinava ormai dal 2018, concludendosi nei giorni scorsi in Cassazione con l’annullamento senza rinvio delle condanne pronunciate in appello nel processo relativo alle autorizzazioni temporanee per le banchine della Darsena Toscana. “Qualcuno ha pensato che una denuncia penale potesse essere uno strumento di politica commerciale e la risposta è stata: il fatto non sussiste”. Da qui il suo invito finale: “occorre recuperare il concetto di comunità, lavarsi i panni sporchi in famiglia e far emergere gli interessi comuni”.

Un ragionamento, quello fatto dall’ex n.2 di Palazzo Rosciano, ampiamente condiviso da Stefano Corsini, che nel suo intervento ha affrontato una delle svolte istituzionali più significative degli ultimi anni: la nascita dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, chiamata a superare la tradizionale dimensione del singolo scalo per costruire una strategia comune tra realtà portuali diverse come Livorno e Piombino, oltre alle isole.

Un passaggio che ha imposto una nuova prospettiva sul rapporto tra territori, infrastrutture e competitività e che ha aperto una stagione nella quale l’integrazione di sistema è diventata uno degli elementi centrali della programmazione portuale.

 

Con Luciano Guerrieri il racconto è arrivato alla fase più recente, quella in cui alcuni dei grandi progetti infrastrutturali hanno iniziato a uscire dalle carte e dalle procedure amministrative per trasformarsi in cantieri. Al centro, ancora una volta, la Darsena Europa, uno dei progetti destinati a cambiare il volto del porto di Livorno ma anche i numerosi altri progetti che hanno interessato i porti del sistema, dal colli ironing sino ai lavori di allargamento del canale di accesso. Un percorso lungo, fatto di progettazione, autorizzazioni, risorse e passaggi amministrativi, che oggi è entrato nella fase operativa.

Guerrieri ha insistito soprattutto sul filo che lega le diverse stagioni della storia portuale. “Ogni presidenza è collegata a quella presente. Oggi questi collegamenti tra memoria e avvenire sono chiaramente evidenti: ognuno ha fruito del lavoro di chi lo ha preceduto e ha cercato di lasciare una situazione migliore di quella che aveva trovato”.  Un principio che, secondo Guerrieri, vale per tutta la pubblica amministrazione, ma ancora di più per un’Autorità di sistema portuale chiamata a programmare interventi che richiedono tempi lunghi e risorse importanti.

A chiudere idealmente il viaggio attraverso i trent’anni è stato Davide Gariglio, oggi alla guida dell’Autorità di sistema portuale. E il suo intervento ha inevitabilmente guardato soprattutto al futuro. ” Le eredità sono molte, così come le partite ancora da giocare” ha detto il presidente, non senza aver prima ringraziato i presidenti e i segretari generali intervenuti.

Nel celebrare i trent’anni dell’Autorità Portuale, Gariglio ha paragonato i presidenti che si sono succeduti ai pilastri di un ponte che prosegue da tempo: “Chi ha parlato prima di me ha fatto la storia di questo scalo, esercitando una responsabilità di governo su un pezzo strategico della città. E non solo perché l’azione dell’AdSP va oltre i confini strettamente portuali, ma perché queste figure hanno avuto un ruolo politico di governo del territorio, realizzando infrastrutture di cui oggi noi beneficiamo”.

Secondo il presidente dell’ente portuale, tra le varie gestioni non c’è stato un semplice passaggio di consegne, ma un vero e proprio ideale passaggio di testimone: “Non ci si è limitati a scambiarsi la scrivania; fin dal momento iniziale si è affinato un disegno comune. Se guardasimo i progetti elaborati negli anni, vedremmo un’idea costruitasi piano piano, affinatasi per rispondere ai mutati contesti economici, ma doata di un’assoluta unitarietà di sviluppo. Siamo passati da una fase iniziale in cui il porto era inteso come luogo di stazionamento della merce, a un presente in cui la necessità assoluta è far uscire i carichi nel minor tempo possibile”.

Nonostante le incertezze del quadro normativo nazionale (uno sguardo inevitabile è stato rivolto al futuro e alla Porti d’Italia spa), Gariglio ha confermato il massimo impegno nel portare avanti i grandi progetti sul tavolo: “Mi sento impegnato a proseguire nell’impresa di tradurre in realtà lo scenario tratteggiato da chi mi ha preceduto. Penso alla Darsena Europa, un’opera fondamentale su cui siamo fortemente concentrati perché darà al porto la possibilità di rimanere protagonista nei prossimi decenni, cosa che altrimenti, con l’evoluzione del naviglio mondiale, non potrebbe accadere. Garantiremo il massimo supporto al Commissario straordinario”.

Sul fronte ferroviario, l’attenzione è massima: “Siamo mobilitati per il completamento dello Scavalco e per la valorizzazione dell’Interporto Vespucci, il cui terminal ferroviario sconta una gestione non ottimale e va assolutamente recuperato, così come serve il collegamento Collesalvetti-Pisa-Vada. Si tratta di vicende complesse che vanno affrontate con calma, un passo alla volta”.

L’elenco degli interventi strategici in corso è fitto: “Stiamo realizzando con determinazione i lavori di adeguamento del canale di accesso e la messa in sicurezza dell’ingresso al canale industriale. Restano centrali il nodo del restyling e riassetto funzionale del porto passeggeri di Livorno e il rilancio di Piombino con il completamento della Darsena Nord”.

 

In conclusione, Gariglio ha richiamato una celebre parabola politica: “Mentre ascoltavo gli interventi, mi è venuto in mente un discorso pronunciato alla fine degli anni Cinquanta da Pietro Nenni in Parlamento: la parabola dei tre muratori. Al primo viene chiesto cosa stia facendo e risponde ‘accumulo mattoni per vivere’; il secondo risponde ‘sto costruendo un muro’; il terzo, orgoglioso, dice ‘sto costruendo una cattedrale’. Ecco, con il lavoro svolto in questi trent’anni, chi è venuto prima di me ha posato i mattoni fondamentali per costruire una grande cattedrale per il futuro di questo territorio”.

  • Tags
  • anni
  • porto
  • strategia
  • traffici
Facebook Twitter Google+ LinkedIn
Prossimo articolo Concessioni balneari, la Regione chiede indicazioni precise e condivise
Articolo precedente Alla scoperta del Pescara, prossimo avversario del Livorno

Related Posts

Lipu, Pec a Comune e Frangerini su orti via Goito: "Questo terreno ha bisogno soltanto di essere lasciato in pace" priority
1 Ottobre 2026

Lipu, Pec a Comune e Frangerini su orti via Goito: "Questo terreno ha bisogno soltanto di essere lasciato in pace"

Pierburg Livorno, Cgil: "Dopo tre anni di ammortizzatori sociali serve concretezza, necessario cautela e determinazione" priority
29 Settembre 2026

Pierburg Livorno, Cgil: "Dopo tre anni di ammortizzatori sociali serve concretezza, necessario cautela e determinazione"

Telemedicina per i malati cronici. Approvati gli indirizzi priority
27 Settembre 2026

Telemedicina per i malati cronici. Approvati gli indirizzi

Lascia un commento Cancel reply

DIRETTA TC2

SPONSORSHIP

LINK UTILI

VIDEO

  • Disclaimer
  • Politica dei cookies
  • Contattaci
  • Ritorna in cima
© Livorno24.com 2016. Tutti i diritti sono riservati.
This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish.Accept Read More
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA