
Dai cellulari arrivano nuovi impulsi per le indagini sulla morte di Marco Mandolini, paracadutista ucciso la sera del 13 giugno del 1995 sulla scogliera del Romito. I tabulati dei due cellulari in uso al 35enne erano stati già analizzati poco tempo dopo il ritrovamento del cadavere, ma grazie a strumentazioni non disponibili all’epoca è stato ora possibile estrarre nuovi indizi.
Nulla trapela sulla natura di queste nuove tracce. Secondo gli inquirenti è possibile che Mandolini stesso abbia portato l’assassino nel luogo dove poi è avvenuto il delitto. Intanto sono una cinquantina le persone sottoposte al tampone del Dna da quando l’inchiestà è stata riaperta in seguito all’individuazione del profilo genetico dell’omicida.















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