
Fonte Asl 6
È stato approvata dal Ministero della Salute la richiesta di finanziamento di oltre 15,5 milioni di euro per il Programma pluriennale di investimenti sul presidio ospedaliero di Livorno presentato alla Regione Toscana dall’Azienda USL 6.
I fondi, disponibili da subito, andranno a finanziare in particolare tre macro-interventi relativi la ristrutturazione dell’ex Poliambulatorio che ospiterà la nuova Casa della Salute, al miglioramento dell’accessibilità ospedaliera con interventi alla viabilità interna ed eliminazione delle barriere architettoniche, all’aggiornamento e alla sostituzione delle apparecchiature sanitarie.
“Il finanziamento – spiega Eugenio Porfido, direttore generale dell’Azienda USL 6 di Livorno – non modifica la nostra posizione sulla realizzazione del nuovo ospedale in quanto sarà utilizzato per la riqualificazione di una struttura che non rientrava nella progettazione ospedaliera e in nuova tecnologia legata alla riorganizzazione delle attività offerte”.
L’intervento economicamente più rilevante, 8,5 milioni di euro, riguarderà il rinnovo di una parte consistente delle apparecchiature sanitarie ospedaliere che permetterà di migliorare qualità e quantità delle prestazioni con ricadute immediate sui tempi di attesa. Le nuove acquisizioni riguarderanno molti reparti tra i quali un acceleratore lineare (900mila euro) per la Radiodiagnostica, un Mammografo digitale (220mila euro) per la Senologia, l’apparecchiatura endoscopica (1,5 milioni di euro) per Medicina, Chirurgia e Rianimazione, i ventilatori di anestesia (520mila euro) per le sale operatorie e molti altri.
Il finanziamento permetterà, inoltre, di realizzare i progetti relativi al completamento della digitalizzazione delle immagini ecografiche con integrazione nel sistema RIS-PACS di Area vasta (1,5 milioni euro) e il ripristino della piena funzionalità di sterilizzazione all’interno del presidio (970mila euro).
Tra gli interventi da segnalare anche la realizzazione della nuova Casa della Salute al padiglione 24 (circa 6,5 milioni di euro) che porterà a una maggiore integrazione territoriale e alla concentrazione dell’offerta sanitaria primaria.















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