
Non si è fatto trovare impreparato l’assessore al bilancio Lemmetti, all’interpellanza posta dal consigliere Marco Cannito (Città Diversa). Ha messo in fila alcune soluzioni: «Non abbiamo intenzione di vendere le farmacie comunali. Sono una ricchezza in tutte le città e devono esserlo anche a Livorno”. Va avanti la liquidazione della Liri ma anche per FarmaLi potrebbero esserci le ore contate «preferiamo la gestione diretta da parte del Comune” ha detto Lemmetti. Poi, sul fronte del servizio: «Tre anni consecutivi di perdite – dice l’assessore – e la legge mi dice di venderle. Metterle sul mercato ora è regalarle ad un prezzo irrisorio, frutto della mala gestione”.
Dunque: “Le farmacie non verranno messe sul mercato, non ci sarà privatizzazione ma dobbiamo rientrare nei parametri perché la legge ci impone una relazione entro il 31 marzo“. A quella data l’ente pubblico dovrà giustificare la sussistenza di tutte le partecipate. “C’è stata la ricapitalizzazione della Liri per 362mila euro – ha detto Lemmetti – mentre è al vaglio il piano industriale per far riprendere le farmacie in perdita”.
Delle nove comunali: la «3», ha 35mila euro di perdite; la «4» 85mila euro; la «6» 176mila euro e la «8», 142mila euro. La «2» ha un utile di 93mila euro e le altre sono in sostanziale pareggio. Livorno è una delle poche città in Italia dove le farmacie sono in perdita















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