
L’assessore Gianni Lemmetti a dicembre 2014 ha fatto di tutto perché il bilancio di previsione 2015 venisse approvato permettendo così la manovra da 5 milioni di euro per salvare i conti di Aamps. Ma il Governo Renzi ancora non ha comunicato alcun gettito diretto sui territori. Per il Municipio di Livorno questo significa dover affrontare una manovra correttiva da 6,7 milioni di euro perché l’aliquota Tasi dovrà essere riportata dal 3,5 per mille al 2,5 per mille come imposto dalla legge di stabilità varata pochi minuti prima il voto sul bilancio del Comune labronico. Questo martedi la giunta ha discusso una manovra per recuperare i 6,7 milioni di euro. «Al momento il Comune non può spendere nemmeno un euro – ha detto Lemmetti – e dai primi di gennaio i servizi finanziari, su mia precisa indicazione, hanno comunicato ai dirigenti il blocco degli impegni 2015». Quando il consiglio comunale – nella seduta del 4 marzo prossimo – avrà approvato la manovra, allora il Comune tornerà a spendere. Il consiglio approverà la determinazione delle tariffe della Tari e i tagli previsti per compensare i 6,7 milioni di euro mancanti. «C’è una proposta di tagli già vagliata dai dirigenti – spiega l’assessore Lemmetti – che attraversa tutti i settori, indistintamente». Sarà un sacrificio che potrebbe essere alleggerito se sarà rimodulata l’addizionale Irpef sulla quale, però, incombe il diktat della maggioranza grillina che, proprio su questa tassa comunale, hanno fatto la sua battaglia imponendo fasce di riduzione. L’emendamento, approvato dal Movimento Cinque Stelle, ha permesso di ridurre l’aliquota per il secondo scaglione di contribuenti a 0,65% con un gettito minore per 850mila euro. «Sarà il consiglio comunale a decidere se aumentare l’addizionale comunale – chiude Lemmetti – in tal caso potremmo ridurre i tagli nei diversi settori».















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