
Un protocollo d’intesa tra Procura di Livorno e Caritas diocesana, firmato mercoledi nella sede del vescovado, servirà a devolvere a poveri e bisognosi i beni sequestrati o confiscati dalla dogana e dalle forze di polizia giudiziaria su tutto il territorio provinciale, e che fino ad oggi erano destinati al macero. Alla firma dell’accordo il vescovo, monsignor Simone Giusti, il procuratore capo Francesco De Leo e la presidente della Caritas diocesana di Livorno suor Raffaella Spiezio.
“Ringrazio il procuratore De Leo e tutta la procura – ha detto monsignor Giusti – per la disponibilità. Dopo una visita alla dogana di Livorno è nata infatti questa idea di fare una convenzione tra Caritas e procura affinché i beni che vengono sequestrati, e che venivano mandati al macero, vadano invece destinati a vantaggio dei poveri. Dove sono mancate le risorse come vedete la provvidenza interviene”.
“La procura è stata ben contenta di aderire alla proposta del vescovo Giusti – ha aggiunto De Leo – ora abbiamo dato un’ossatura a una situazione che prima veniva gestita in modo sporadico”. “Questo protocollo credo che strutturi un percorso importante – ha commentato infine suor Spiezio – che attiva un canale preferenziale di risorse che vengono messe a disposizione di chi è in difficoltà”.















Lascia un commento