
Le tracce di sangue su un cappellino potrebbero inchiodare a distanza di quasi 24 anni dal delitto, Ernesto Fiumicello, 60 anni, ex cognato di Francesco Della Volpe, il muratore ucciso a martellate e bastonate e infine gettato in un fosso tra Montescudaio e Cecina la notte del 30 giugno 1991. Il capitano dei carabinieri Filippo Barni, direttore del laboratorio del Ris di Roma, ha parlato ieri per due ore davanti al giudice Antonio Del Forno e agli avvocati durante la terza udienza dell’incidente probatorio.
All’esperto di medicina forense è stata affidata la valutazione del lavoro del consulente della Procura e soprattutto una nuova comparazione dei reperti trovati sul luogo del delitto con il profilo genetico di Fiumicello e di “Ignoto 2”, considerato il secondo assassino che avrebbe con il primo attirato la vittima nel bosco prima di aggredirlo, ucciderlo e liberarsi del cadavere.
I Ris hanno presentato una relazione di 150 pagine con allegati quattro Cd-Rom















Lascia un commento