Livorno, 30 aprile 2026 – Un detenuto di 48 anni è stato trovato senza vita nella sua cella all’interno della casa circondariale delle Sughere. Il decesso risalirebbe alla notte tra sabato e domenica ed è stato scoperto nella mattinata, intorno alle 8, quando l’uomo non ha risposto alle sollecitazioni del personale sanitario impegnato nella distribuzione delle terapie.
A commentare l’accaduto è il garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Livorno, Marco Solimano, che ha espresso cordoglio ai familiari e richiamato l’attenzione su una situazione già più volte segnalata.
Secondo quanto riferito, il detenuto era arrivato in istituto da pochi giorni. Saranno gli accertamenti autoptici a chiarire le cause della morte. Si tratta, sottolinea il garante, del quarto episodio analogo registrato in meno di due anni, con decessi avvenuti durante il sonno e senza segnali evidenti percepiti nell’immediato.
Solimano evidenzia come si tratti di morti “silenziose”, che avvengono in un contesto segnato da condizioni strutturali critiche e da un forte sovraffollamento. Una situazione che, secondo il garante, incide non solo sui detenuti ma anche sul personale di polizia penitenziaria, educativo e sanitario.
Da tempo viene inoltre sollecitata l’apertura di un nuovo padiglione, ritenuta una misura necessaria per affrontare l’emergenza legata agli spazi e migliorare le condizioni complessive all’interno dell’istituto.
Il garante conclude ribadendo la gravità dell’accaduto, sottolineando come ogni morte in carcere rappresenti un evento particolarmente doloroso, per le condizioni di isolamento e fragilità in cui si verifica.















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