“La proposta dei comitati, presentata durante la conferenza stampa di lunedì 28 settembre – si legge in una nota a firma Comitato Orti Urbani di via Goito – ha avuto il merito di far scoprire le carte alla giunta comunale Livornese e anche a Frangerini.
Se da una parte non abbiamo mai dichiarato di voler accettare compromessi sull’edificabilità dell’area, dall’altra avevamo chiesto una cosa molto chiara: Modificare il piano operativo comunale, cioè lo strumento urbanistico generale che impone a qualsiasi privato vincoli chiari e predeterminati.
In questo modo si sarebbe permesso una valutazione, seria e aperta a tutta la città, rispetto a quanto dichiarato dal sindaco.
Oggi ricordiamo proprio le sue parole.
Non si può ‘mercanteggiare’ con il costrutto privato per trasferire gli indici su area già cementificata e salvare, in questo modo un bosco urbano, ma si può evidentemente mercanteggiare, attraverso accordi per permettere comunque di costruire senza modificare il piano operativo”.
“La riduzione al 10% – prosegue la nota – resterebbe quindi oggetto di discussione nel futuro piano attuativo e convenzione con il costruttore che intanto si aggiudicherà l’intera area e che ha già dichiarato che non vuole limiti troppo rigidi. Intanto si prende tutto il terreno e poi si vedrà.
Sarebbe questa la proposta da far valutare alla città?
Alla nostra richiesta esplicita di trovare un accordo con Frangerini per permettere di costruire su un terreno da riqualificare abbiamo ricevuto in secco no, adducendo motivazioni tecniche. Adesso scopriamo che gli accordi con il costruttore si possono fare eccome e vanno fatti il prima possibile per mettergli di cementificare alla svelta. A questo punto la volontà della Giunta è chiara. Frangerini deve costruire e deve farlo a tutti i costi nel bosco urbano di Via Goito.
L’accanimento e l’intransigenza con cui l’amministrazione Salvetti sta conducendo questa operazione chiude inevitabilmente il confronto.
Il fatto che si voglia, a tutti i costi, permettere nuovo consumo di suolo, senza neanche tentare di percorrere altre strade e nonostante la normativa, sia Regionale che Europea, ci lascia nuovamente sbalorditi”.
“Se con il costruttore privato si può fare accordi – continua la nota – si intraprenda la strada del trasferimento degli indici in area già urbanizzata e da riqualificare così come richiesto da migliaia di cittadini. Mantenendo intatta un’oasi urbana fondamentale per la città e il quartiere.
Abbiamo elaborato un’ipotesi di progetto, già consegnato al tavolo ed evidentemente ignorato, che va in questa direzione e siamo decisi a presentarlo ai cittadini durante un’iniziativa che lanceremo a breve”.
“Andremo avanti con il presidio permanente – conclude la nota – a tutela del verde urbano pronti ad opporci a qualsiasi tentativo di sgombero e cantierizzazione”.















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