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Immobili, poderi e boschi della Toscana in cerca di un progetto

17 Maggio 2018 Territorio

Immobili, poderi e boschi della Toscana in cerca di un progetto

La Regione presenta il suo patrimonio agricolo-forestale, un’opportunità per lo sviluppo del territorio, ma anche per realizzare un sogno. L’ha fatto con ventisei beni da valorizzare ben in evidenza, con tanto di foto e piantine, nel primo catalogo che è stato appena stampato. Naturalmente si tratta solo di una piccolissima parte dei terreni, boschi, poderi e fabbricati agricoli del demanio della Regione, affidato nella gestione a Comuni e Unioni: un patrimonio totale da 109 mila ettari e che conta un migliaio di immobili, alcuni certo bisognosi di cure. Di questi 375 sono già destinati ad uso pubblico tra rifugi e bivacchi, punti ristoro e campeggi, musei, agriturismi, orti botanici o piste ciclabili ad esempio. Ci sono anche poderi e terreni per oltre diecimila ettari in concessione o autorizzazione per attività agrosilvopastorali.

Da questi ventisei beni, illustrati ad una platea di una settantina di imprenditori e professionisti, privati cittadini, agricoltori o rappresentanti di cooperative, la Regione ha deciso di partire per raccogliere manifestazioni di interesse.
Il primo cambio di passo è proprio questo. “Finora – ha spiegato in un’affollata sala Pegaso a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze l’assessore alla presidenza Vittorio Bugli – sceglievamo quali immobili vendere o mettere in concessione e lanciavamo la gara. Da tre anni a questa parte però, forti dell’esperienza accumulata con la valorizzazione di ville e immobili di pregio del demanio regionale, abbiamo capito che questa non è la strada che porta i migliori risultati.

Serve un catalogo anzitutto, ben fatto. Occorre farlo conoscere, nelle fiere e mostre di settore, agli addetti ai lavori. Ed è preferibile far precedere la gara da una manifestazione di interesse, non vincolante per nessuno ma che aiuta a mettere a fuoco e valutare i progetti che riguardano quel bene”:
“Del resto – aggiunge l’assessore all’agricoltura, Marco Remaschi – l’obiettivo non è assolutamente far cassa, ma arrivare ad una gestione attiva del nostro vastissimo patrimonio. Il fine è evitare l’abbandono di quei terreni e fabbricati e creare nuove opportunità in territori che negli ultimi decenni, in montagna ad esempio, si sono spopolate”.

Lo si può fare affidandosi a privati e imprenditori o ai giovani agricoltori, sempre più numerosi. Ma si tratta di un’opportunità, accenna Bugli, aperta anche a cooperativa magari di comunità, per le quali è peraltro imminente un bando: un modo per unire sviluppo del territorio, economia collaborativa e mantenimento in buono stato di un patrimonio immenso.

Cosa ci si può fare e come si possono utilizzare terreni e immobili del patrimonio forestale lo hanno spiegato oggi le storie di chi l’ha già fatto. La famiglia Salieri, a San Godenzo, conduce ad esempio oramai da tre anni un podere di venti ettari: alleva animali, raccoglie ‘marroni’ alla vecchia maniera ma sta pensando anche ad un progetto di accoglienza. A Cortona in mezzo a prati fioriti di ‘narcisi del poeta’, una specie protetta, la “Fabbrica del Sole” gestisce il complesso di Monte Ginezzo puntando sull’eco-sostenibilità: un paradiso scelto in questi giorni per una convention anche da una società di Boston arrivata direttamente dagli Stati Uniti. In Val d’Orcia nella comunità agricola di Carpinara si allevano invece chianine e maremmane, c’è un agriturismo e un ristorante e si pensa ora ad una fattoria didattica.

E’ evidente come questi progetti possano generare a cascata altre opportunità e occasioni di sviluppo ma anche consentire di tenere in ordine la campagna, riducendo il rischio idro-geologico.

Dei ventisei beni al momento presenti nel catalogo – on line sul sito di Invest in Tuscany all’indirizzo www.investintuscany.com/venditabeni/project/patrimonio-agricolo-forestale/ – dieci si trovano in provincia di Arezzo, tre a Siena, due a Prato, uno a Livorno, altri tre a Grosseto ed altrettanti a Pisa, due sono in provincia di Pistoia ed ancora due in provincia di Firenze. Venti sono da affidare in concessione, sei anche disponibili eventualmente per la vendita.

La manifestazione di interesse – un fax simile è riprodotto nel catalogo – va indirizzata a Ente Terre Regionali Toscane, un ente dipendente della Regione che si occupa della gestione del patrimonio rurale.

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