La Lega contraria alla Moschea e al centro culturale a San Marco. Interpellanza in arrivo sui progetti dell’area e sull’incontro con l’assessore Viviani – “La notizia rimbalzata in questi giorni, – si legge in una nota a firma Carlo Ghiozzi (Lega) – quella di un potenziale acquisto da parte dell’Istituto culturale islamico Livorno onlus dell’area di via de Pazzi, con l’intenzione di realizzarvi un centro culturale e di trasferirvi la moschea del Picchianti, non ci può lasciare indifferenti. Come Segretaria Provinciale della Lega, Gruppo al Comune di Livorno e Segreteria della Sezione di Livorno, intendiamo essere chiari e netti”.
NO alla moschea: il Piano operativo è inequivocabile
“Per quanto riguarda la moschea – prosegue la nota – la posizione è di contrarietà assoluta. Il Piano operativo del Comune di Livorno assegna all’area in questione una destinazione “direzionale e di servizio”: non vi è alcuna previsione urbanistica che consenta la realizzazione di un luogo di culto in quella zona. Per uno spazio di culto vero e proprio servono invece un percorso diverso e molto complesso. Questo tipo di percorso non esiste e non è previsto. La Lega si oppone con forza a qualsiasi tentativo di forzare o aggirare queste specifiche norme urbanistiche vigenti su quell’area per insediare una struttura di culto”.
Sul centro culturale: apertura condizionata a chiarezza sui valori
Sul fronte del centro culturale – continua la nota – pur prendendo atto che la destinazione urbanistica potrebbe essere compatibile con tale funzione, non possiamo tacere le perplessità e i dubbi profondi che una simile iniziativa suscita. Qualsiasi istituzione che intenda operare nel nostro territorio deve fare i conti con i valori fondamentali della nostra società: l’uguaglianza tra uomo e donna, il rispetto delle libertà individuali come ad esempio il pieno riconoscimento dei diritti degli omosessuali (l’Assemblea Nazionale del Senegal a trazione islamica ad esempio ha recentemente inasprito le pene per queste persone).
Chiediamo: quali sono le posizioni professate dall’Istituto islamico sul ruolo della donna nella società? Qual è il loro pensiero riguardo all’omosessualità? Vengono rispettate le libertà private di tutti i frequentatori, in particolare delle donne? Questi non sono interrogativi secondari: sono condizioni imprescindibili. Ricordiamo che la Lega ha presentato una proposta di legge sul velo islamico, che tocca direttamente il tema della libertà e della dignità femminile, e che la nostra posizione in materia è coerente e consolidata”.
Interpellanza in arrivo: trasparenza sull’incontro in Comune e sui progetti dell’area
“L’assessore all’urbanistica Silvia Viviani sembra aver già incontrato i rappresentanti dell’Istituto islamico – prosegue Ghiozzi -. Bene: ma i livornesi hanno diritto di sapere cosa si è discusso in quell’incontro e quali siano le conclusioni cui è giunta l’amministrazione. Per questo annunciamo la presentazione di un’interpellanza consiliare con cui chiederemo ufficialmente all’amministrazione Salvetti di riferire in aula:
• Quali sono stati i temi affrontati nel corso dell’incontro tra l’assessore Viviani e i rappresentanti della comunità islamica, e a quali conclusioni si è pervenuti;
• Che fine abbiano fatto i progetti che l’amministrazione fiancheggiava per l’area in prossimità del Pinqua – in primis la previsione di un polo per le discipline olimpiche e paralimpiche – e perché quel percorso sia naufragato senza che la città ne sia stata informata;
• Se l’amministrazione intende avviare un percorso partecipato con i residenti e con il Consiglio comunale prima di esprimere qualsiasi orientamento favorevole su operazioni di questa portata”.
“Livorno merita risposte chiare – conclude la nota – non interlocuzioni opache condotte lontano dall’aula consiliare. Saremo vigili e continueremo a tutelare gli interessi e i valori dei livornesi”.
Di seguito l’interpellanza
COMUNE DI LIVORNO
Gruppo Consiliare
LEGA
Livorno, lì 28 Marzo 2026
Alla Cortese Attenzione
Sindaco di Livorno
Oggetto: Interpellanza Progetto di centro culturale islamico e ipotesi di trasferimento della moschea
nell’area di via de Pazzi / San Marco
PREMESSO CHE
• in data recente è divenuta di dominio pubblico, a mezzo stampa, la notizia che l’Istituto culturale
islamico Livorno onlus avrebbe formalizzato un’offerta di acquisto per un’area privata sita in via de
Pazzi, nel quadrante urbano tra il porto e il quartiere San Marco, composta da circa 2.000 metri
quadri di piazzale e 1.800 metri quadri di capannoni, attualmente in stato di notevole degrado;
• il progetto presentato dall’Istituto islamico prevederebbe la realizzazione di un centro culturale
polifunzionale – con area sportiva, attività per donne e bambini, corsi di lingua araba e italiana,
mensa – e, in prospettiva, il trasferimento in quell’area della moschea attualmente sita in via
Guarini al Picchianti, unica struttura di culto islamica autorizzata nel Comune di Livorno;
• secondo quanto riportato dalla stampa, i rappresentanti dell’Istituto islamico hanno già incontrato,
in sede istituzionale, l’Assessora all’Urbanistica del Comune di Livorno, dott.ssa Silvia Viviani, e i
tecnici degli uffici competenti, in un incontro definito “interlocutorio”, nel quale si è discusso
dell’area e del progetto;
• l’assessora Viviani, interpellata dalla stampa, ha confermato l’avvenuto incontro, sottolineando la
“possibilità che questo centro possa diventare anche un luogo di scambio e conoscenza tra culture,
uno spazio di integrazione sociale”, esprimendo così un orientamento dell’amministrazione sulla
vicenda;
CONSIDERATO CHE
• il vigente Piano operativo del Comune di Livorno assegna all’area in questione una destinazione
urbanistica “direzionale e di servizio”, con conseguente incompatibilità – allo stato attuale delle
• previsioni – con la realizzazione di un luogo di culto, per il quale è necessario percorrere uno
specifico iter procedurale e normativo;
• la medesima area era in passato interessata da previsioni progettuali riconducibili al programma
nazionale PINQUA (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare), nell’ambito del
quale era stata ipotizzata la creazione di un polo dedicato alle discipline olimpiche e paralimpiche,
con superamento della vocazione produttiva e artigianale dell’area; previsione poi recepita dal
Piano operativo con la citata destinazione direzionale e di servizio;
• non risulta che l’amministrazione comunale abbia reso conto pubblicamente delle ragioni per cui
quel progetto non abbia trovato attuazione, né abbia informato il Consiglio comunale
dell’evoluzione della situazione urbanistica e della trattativa privata in corso;
• la realizzazione di un centro culturale islamico in un’area di tale rilevanza urbana – a due passi dagli
imbarchi turistici, in uno dei principali ingressi alla città – costituisce una scelta di rilevante impatto
sociale, culturale e urbanistico, che non può rimanere confinata a incontri tecnici informali, ma
richiede un confronto trasparente nelle sedi istituzionali preposte;
• si ritiene doveroso che il Consiglio comunale sia pienamente informato e coinvolto su una vicenda
di tale portata, nel rispetto delle prerogative consiliari e del principio di trasparenza dell’azione
amministrativa;
RILEVATO CHE
• in sede parlamentare è stata presentata una proposta di legge in materia di velo islamico, che tocca
direttamente le questioni di libertà individuale, dignità e parità di genere che qualsiasi istituzione
operante sul territorio nazionale è tenuta a rispettare;
• permangono fondati interrogativi circa le posizioni professate dall’Istituto islamico e dalla comunità
di riferimento in merito al ruolo della donna nella società, all’omosessualità e al rispetto delle
libertà individuali, questioni sulle quali l’amministrazione comunale non può limitarsi a esprimere
generici auspici di “integrazione” senza acquisire preventive e formali garanzie;
TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO
il sottoscritto Consigliere comunale
INTERPELLA
il Sindaco e la Giunta comunale affinché forniscano risposta ai seguenti quesiti:
1. Quali sono stati i temi affrontati nel corso dell’incontro tra l’Assessora all’Urbanistica Silvia Viviani e i
rappresentanti dell’Istituto culturale islamico Livorno onlus? Quali valutazioni tecniche e politiche sono
emerse e a quali conclusioni è pervenuta l’amministrazione?
2. Quali sono le previsioni urbanistiche vigenti per l’area di via de Pazzi interessata dall’iniziativa, con
specifico riferimento alla compatibilità o meno con la realizzazione di un luogo di culto, e quali eventuali
percorsi procedurali sarebbero necessari per consentirne l’insediamento?
3. Che fine hanno fatto i progetti che l’amministrazione aveva promosso o fiancheggiato per la medesima
area nell’ambito del programma PINQUA – in particolare la previsione di un polo per le discipline olimpiche
e paralimpiche – e per quali ragioni tale progetto non ha trovato attuazione? L’amministrazione intende
ancora perseguire quella destinazione?
4. L’amministrazione ha acquisito o intende acquisire, prima di esprimere qualsiasi orientamento favorevole
all’iniziativa, formali garanzie da parte dell’Istituto islamico in ordine al rispetto dei valori fondamentali della
Costituzione italiana, con particolare riguardo alla parità tra uomo e donna e al rispetto delle libertà
individuali?
5. L’amministrazione intende coinvolgere formalmente il Consiglio comunale – nelle forme e nei modi
previsti dal Regolamento – prima di assumere qualsivoglia decisione o esprimere orientamenti ufficiali in
merito all’iniziativa in oggetto?
Il Presidente Gruppo Lega
Comune di Livorno
Carlo Ghiozzi















Lascia un commento