Alcuni giorni fa i rappresentanti provinciali di USB Livorno hanno incontrato il nuovo Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Davide Gariglio. Un incontro che arriva dopo alcune precedenti interlocuzioni su argomenti specifici.
“È stata l’occasione per presentare la nostra organizzazione sindacale – si legge in una nota a firma Usb Livorno categoria portuali – attiva con iscritti, delegati e RLS, in numerose società e cooperative portuali. Ma soprattutto portare il nostro punto di vista sulle tematiche del lavoro e ascoltare quelle che sono le linee generali che la nuova dirigenza ha intenzione di portare avanti.
Nel dibattito cittadino il tema del lavoro viene messo sempre in secondo piano. Si parla di traffici, nuove infrastrutture, polemiche continue tra istituzioni. Mentre chi porta avanti il porto sono i lavoratori. Ancora nessun riconoscimento del lavoro portuale come usurante ai fini pensionistici, poca sicurezza sul lavoro, pagamento delle giornate di ferie senza il rispetto delle sentenze”.
“Concessioni e appalti. Il porto di Livorno – prosegue la nota – vede il 50% dei lavoratori in appalto ex art 16, e avviamenti art 17. È una “distorsione” tutta Livornese. Concorrenza e basse tariffe hanno generato una “crisi” cronica. Un unico polo di manodopera darebbe maggiore forza ai lavoratori. Se così non può essere servono almeno tutele specifiche e responsabilità chiare delle committenze art 18. Bisogna investire nella qualità del lavoro e non solo nella produttività. Per quanto riguarda le concessioni, la clausola di salvaguardia per i lavoratori DEVE diventare la regola e non l’eccezione (vedi caso LTM).
Darsena Europa. Abbiamo chiesto quali saranno le garanzie per i lavoratori attualmente dipendenti della TDT quando, e se, entrerà in funzione il nuovo Terminal. Quali saranno gli obblighi per chi vincerà la gara per la concessione pluriennale”.
“Traffico di armi. USB – conclude la nota – ribadisce la propria posizione. Che è quella dei cittadini attraverso l’approvazione di specifiche mozioni nel Consiglio Comunale. Livorno deve essere un porto di pace. Nessun traffico di armi o mezzi militari”.















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