Livorno, 17 aprile 2026 – La forza espressiva della scuola artistica livornese approda a Sutri. Domenica 19 aprile 2026 alle ore 10:30, nei saloni del Museo di Palazzo Doebbing, si inaugura la mostra “Trilogia livornese – 3 pittori livornesi a Sutri”, un progetto espositivo che riunisce Dario Ballantini, Federico Maria Sardelli e Capras.
Un titolo che è già dichiarazione d’identità: tre percorsi diversi, tre linguaggi autonomi, ma un’unica radice culturale fortemente riconoscibile, quella di Livorno, città storicamente legata alla libertà espressiva e a una tradizione artistica che ha segnato la pittura italiana tra Ottocento e Novecento, da Giovanni Fattori ad Amedeo Modigliani.
L’iniziativa è stata ideata e organizzata da Roberto Barbieri e Stefano Caprina (Capras), con il sostegno del Comune di Sutri, nella persona del sindaco Matteo Amori, del direttore del Museo Pietro Paolo Lateano e con la collaborazione di Archeoares. Il progetto si inserisce in una strategia culturale che mira a mettere in relazione il patrimonio storico dei luoghi con le espressioni più vive dell’arte contemporanea.
Per il sindaco Amori, si tratta di un’operazione che va oltre la semplice esposizione: l’obiettivo è attivare un dialogo tra epoche e linguaggi, in cui il contesto storico non sia solo sfondo ma parte attiva del significato dell’opera.
La mostra mette in relazione tre interpreti della contemporaneità profondamente diversi tra loro, ma uniti da una comune appartenenza culturale.
Dario Ballantini sviluppa una pittura di forte intensità espressiva, segnata da una gestualità immediata e da un uso del colore che richiama l’urgenza narrativa dell’espressionismo contemporaneo. Le sue opere, esposte in contesti internazionali tra Parigi e New York, indagano la fragilità dell’identità e la percezione del tempo.
Federico Maria Sardelli, figura di rilievo internazionale nel panorama musicale e musicologico, trasporta nella pittura una sensibilità colta e rigorosa. Il suo lavoro si muove tra paesaggio, memoria e costruzione simbolica, con una solidità tecnica che riflette una formazione multidisciplinare rara nel panorama contemporaneo.
Stefano Caprina, in arte Capras, porta invece una ricerca più sperimentale e concettuale, in cui la tradizione viene decostruita e rielaborata attraverso linguaggi visivi contemporanei, mantenendo un continuo dialogo con la storia dell’immagine.
A unire questi tre percorsi è proprio la matrice livornese: una città che ha fatto della libertà stilistica e dell’identità artistica non convenzionale un tratto distintivo, generando nel tempo una delle scuole figurative più riconoscibili d’Italia.
Come sottolinea il sindaco Amori, accogliere artisti di questo livello significa attivare un processo di valorizzazione reciproca tra contenuto e contenitore: il museo non è semplice spazio espositivo, ma elemento che amplifica e riflette il significato delle opere, generando un dialogo culturale che supera il piano locale.
La mostra sarà visitabile dal 19 aprile al 14 giugno 2026, ogni venerdì, sabato, domenica e nei giorni festivi, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00.
Per informazioni è possibile contattare il museo all’indirizzo sutri@archeoares.com oppure al numero 0761 60 93 80.















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