I Carabinieri della Stazione di Ardenza hanno arrestato un 25enne sorpreso in fragranza a violare gli obblighi relativi agli arresti domiciliari.
Il giovane, già gravato da numerosi pregiudizi di polizia per reati contro la persona e sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, non avrebbe potuto lasciare l’abitazione senza una comprovata necessità o senza una preventiva autorizzazione dell’A.G..
I Carabinieri, nell’ambito dei controlli del territorio orientati ad intensificare i servizi esterni nelle diverse aree del centro urbano e che hanno passato al setaccio l’area compresa fra via della Padula, via Cimarosa e l’area commerciale di “Porta a Terra”, con particolare attenzione ai soggetti di interesse operativo, lo hanno sorpreso a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata condotta da un suo conoscente mentre transitava in via della Padula adducendo di doversi recare presso l’ospedale di Livorno, non risultando però veritiero in quanto non erano state effettuate chiamate alle forze dell’ordine per avvisare dell’uscita dal domicilio e perché il luogo del rintraccio risultava lontano dall’ospedale civile di Livorno e fuori dal tragitto che doveva essere percorso dall’indagato per raggiungerlo partendo dal luogo ove stava espiando la pena. Al termine delle formalità di rito l’uomo è stato tratto in arresto per il reato di evasione e, su disposizione dell’A.G., è stato ricollocato agli arresti domiciliari. In sede di apposita udienza celebrata presso il Tribunale di Livorno, l’arresto è stato convalidato ed è stata riconfermata la misura degli arresti domiciliari.
Da ulteriori accertamenti è emerso che il conducente, già noto per alcuni precedenti, alla richiesta di mostrare i documenti, l’uomo è risultato sprovvisto della patente di guida poiché mai conseguita ed il veicolo non coperto da assicurazione. I militari hanno quindi proceduto al suo deferimento in stato di libertà per guida senza patente sanzionandolo per un importo complessivo di circa 6000 euro ed il mezzo è stato sottoposto a sequestro amministrativo presso un custode terzo. Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, sono da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – sino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.















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