
Dopo 6 anni di attesa per il ninnovo contrattuale, i lavoratori della sanità del pubblico impiego si sono visti proporre dal Governo, un aumento di 5 euro al mese. E’ un insulto inaccettabile – comunicano i sindacalisti Usb – sintomo di una concezione deprecabile del Pubblico che sta producendo effetti disastrosi e che in sanità comporta conseguenze gravissime per la salute pubblica.
RINUNCIA ALLA CURA: i tagli alla spesa – continua il sindacato Usb – inducono gli italiani a curarsi meno. In questo caso, sono allarmanti i dati del CENSIS che evidenziano come il40% degli italiani rinuncia a curarsi a causa dei ticket sempre più cari e delle liste d’attesa sempre più lunghe. Gli italiani hanno pagato di tasca propria ben 33mld di euro, uno in più dell’anno precedente!
TURNI MASSACRANTI E SICUREZZA
70.000 infermieri mancanti! Secondo i sindacati servono almeno 150.000 assunzioni, per evitare il collasso dei servizi sanitari. Riposi e ferie sempre più a rischio, soprattutto dopo il giusto ripristino delle 11 ore di riposo tra un turno e l’altro
PRIVATIZZAZIONI: Pezzi sempre più consistenti di Sanità Pubblica passano in mano ai mercanti della salute con operazioni che si realizzano quasi sempre attraverso APPALTI decisi da amministratori pubblici. – continuano i sindacalisti –
PRECARIATO: Agenzie Interinali e Cooperative ormai gestiscono grosse percentuali di personale anche nella sanità pubblica con la logica dello sfruttamento e del profitto, in assenza di diritti per i lavoratori e di garanzia per il loro futuro. – concludono i rappresentanti sindacali Usb –
Insorge anche il Nursid, sindacato autonomo toscano degli infermieri: “a partire dalla settimana prossima, con il riposo di 11 ore tra un turno all’altro, la copertura delle 24 ore lavorative rischia di non essere garantita. Senza ricorrere a nuove assunzioni sarà molto difficile riuscire a mantenere ogni prestazione sanitaria”.
“E la Toscana soffre già di una pesante carenza di personale infermieristico: servirebbero 7.000 infermieri in più per allinearci alla media europea”, sottolinea il coordinatore regionale del Nursind.
“In questo scenario – prosegue – la Regione Toscana ha di fatto bloccato la graduatoria ESTAR per l’assunzione di personale infermieristico, mentre la riforma del sistema sanitario prevede ulteriori tagli del personale: circa 1.500 ‘esuberi’ stimati tra medici e infermieri”.
“La razionalizzazione delle risorse non ha però impedito alla Regione di rinnovare le convenzioni con il privato per 250 milioni di euro per i prossimi tre anni, ancor prima di riorganizzare il servizio”.
“Nonostante la continua e ostinata chiusura al dialogo con il mondo professionale infermieristico – conclude Giampaolo Giannoni del Nursind – possiamo intuire che la Giunta regionale una scelta l’abbia già fatta: smantellare il sistema sanitario pubblico in favore del privato convenzionato”.
Questi sono i motivi per cui i dipendenti delle strutture sanitarie pubbliche hanno proclamato uno sciopero di 24 ore per venerdi 20 novembre 2015.















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