
I Liberali di Livorno si dicono molto preoccupati per la leggerezza con cui, nelle procedure di elezione del nuovo Presidente del Consiglio, si è scientemente violato lo Statuto del Comune.
Con una nota giunta in redazione i Liberali livornesi criticano aspramente la decisione di Giovanna Cepparello, presidente del Consiglio dimissionaria (ancora in carica fino a quando non sarà eletto un nuovo presidente del consiglio), di procedere ad una nuova votazione per eleggere il nuovo presidente. Infatti, non è neppure ipotizzabile attribuire uguale dignità procedurale allo Statuto del Comune e al Regolamento del Consiglio. Questo è un criterio generale del diritto parlamentare, e non per caso lo ribadisce anche l’art. 9 dello Statuto: “Le norme ed i principi contenuti nello Statuto non possono essere derogati né contraddetti da norme di diverso livello adottate dagli organi del Comune”.
Nella fattispecie dell’elezione del nuovo Presidente del Consiglio, l’art. 32 comma 1 dello Statuto dispone con chiarezza che “ Il Presidente è eletto a scrutinio segreto, … nella terza votazione si effettua il ballottaggio a maggioranza semplice fra i due candidati che hanno riportato il maggior numero di voti nella seconda votazione.” Essendo così stabilito, ovviamente lo Statuto non prevede ulteriori sedute per l’elezione (il testo recita “nella terza seduta” e non “dalla terza seduta”) per il fatto stesso che il ballottaggio tra due nomi a maggioranza semplice giunge per forza ad eleggere un candidato (che in caso di parità sarebbe il consigliere anziano definito dall’art.21 comma 4 dello stesso Statuto).
Incredibilmente, la Presidente uscente ha scelto di seguire le indicazioni della Conferenza dei capigruppo e ha fatto prevalere le indicazioni del Regolamento violando così due volte le norme statutarie. La prima stabilendo, in aperta violazione dell’art.32 comma 1 dello Statuto, che la terza votazione sia maggioranza del 50% più uno dei votanti (ignorando che questa formula indica la maggioranza assoluta e non quella semplice) e che quindi si terranno ancora votazioni in un numero imprevedibile finché non sarà raggiunto il 50% più uno. La seconda facendo prevalere le decisioni dei capigruppo sul disposto statutario relativo all’ordinamento, e ciò in aperta violazione dell’art. 10 comma 2 dello Statuto.
Da tutto questo, consegue che il Consigliere Esposito, avendo ottenuto 16 voti, è stato regolarmente eletto e il fatto non può essere negato da nessuna Presidente uscente in base a fantasiosi ragionamenti fondati sul far prevalere il Regolamento rispetto allo Statuto. Nella situazione complessa in cui si trova il Comune di Livorno, non è accettabile questo grave pastrocchio – concludono i liberali – che crea ulteriori gravi problemi al funzionamento istituzionale.















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