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Cronaca e Territorio

Iran: approvata mozione di solidarietà alla popolazione 

15 Gennaio 2026 Cronaca e Territorio

Iran: approvata mozione di solidarietà alla popolazione 

L’Aula del Consiglio regionale ha approvato, nella seduta di mercoledì 14 gennaio, con i 28 voti a favore di Partito democratico, Casa Riformista, Alleanza Verdi e Sinistra, Fratelli d’Italia e Forza Italia la mozione sulla situazione dei diritti umani in Iran, sulla solidarietà alla popolazione iraniana e sulla necessità di garantire protezione e un rifugio sicuro ai manifestanti.

Nella mozione, approvata a larga maggioranza dall’Aula, si impegna la Giunta regionale a sostenere, nelle sedi istituzionali opportune, iniziative volte alla difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Iran, in linea con i principi del diritto internazionale e della nostra Carta Costituzionale; a sollecitare il Governo e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a mantenere aperta e pienamente operativa l’Ambasciata italiana, quale strumento essenziale di tutela, assistenza e dialogo, nonché a promuovere forme di protezione e accoglienza per i manifestanti e gli attivisti perseguitati, sottraendoli alle ritorsioni del regime.

Alla Giunta si chiede inoltre l’impegno a continuare a promuovere, di concerto con il Consiglio regionale, una costante attenzione istituzionale sulla situazione iraniana, anche attraverso momenti di informazione e sensibilizzazione, nel rispetto dei valori di pace, democrazia e cooperazione internazionale. Si chiede anche con fermezza alle autorità iraniane la rinuncia alla pena di morte quale strumento di repressione del dissenso e la sospensione immediata dei procedimenti giudiziari e delle condanne comminate in relazione alle proteste in corso. Nell’ultimo punto è previsto infine l’impegno ad adoperarsi del Governo e della comunità internazionale affinché sia ripristinato il pieno accesso a internet e ai servizi di comunicazione, quale condizione essenziale per l’esercizio delle libertà d’espressione di informazione e per consentire un monitoraggio indipendente degli eventi.

Il Movimento 5 Stelle si è astenuto al termine di un lungo dibattito, poiché non è stato accettato nella sua versione completa un emendamento proposto dal capogruppo Luca Rossi Romanelli: “A nostro avviso nella mozione manca un tassello, un punto in impegnativa che impegni la giunta regionale a richiamare il rispetto del diritto internazionale e della Costituzione italiana al fine di evitare che la crisi politica e sociale in atto degeneri in un intervento armato esterno unilaterale”.

“Riteniamo molto importante – ha aggiunto Rossi Romanelli – questo emendamento perché siamo convinti che il diritto internazionale debba contare. Evitare che la crisi politica e sociale degeneri in un intervento armato esterno unilaterale racconta quello che sta succedendo nell’incoscienza della maggior parte dei governi europei e nella coscienza dei popoli che rifiutano questo approccio e nella timidezza nel marcare questo punto, l’unilateralismo armato non è la soluzione. Riteniamo che la mozione prenda molta più forza, chiarezza e autorevolezza inserendo questo emendamento”.

L’emendamento è stato recepito solo in parte, nel testo sostitutivo della mozione, dove si richiama al rispetto del diritto internazionale e della Carta Costituzionale italiana, ma non si fa menzione al rifiuto di interventi militari unilateri esterni. Una scelta che ha portato all’astensione del Movimento 5 Stelle.

A illustrare la mozione in Aula il primo firmatario, il capogruppo di Casa Riformista Francesco Casini che ha sottolineato anche “la piena solidarietà e vicinanza alla popolazione iraniana, alle donne, agli uomini e ai giovani che chiedono libertà d’espressione, diritti e il rispetto della dignità umana”. Casini ha poi ribadito “la necessità di garantire protezione e rifugio sicuro a chi oggi manifesta pacificamente per la libertà pagando anche un prezzo altissimo come vediamo dalle immagini che ci arrivano da tempo dalla repubblica islamica”. Casini ha infine evidenziato, in questa fase, “il ruolo fondamentale della diplomazia”.

La presidente del gruppo di Fratelli d’Italia Chiara La Porta che ha accusato il Movimento 5 Stelle di essere “eterodiretto dalla segreteria nazionale” ha aggiunto “che giovani e donne stanno dimostrando cosa voglia dire non essere liberi, con più di 10mila persone ammazzate con strumenti utilizzati che vanno oltre la crudeltà”.

Francesco Casini ha chiesto lo sforzo al Movimento 5 Stelle di fermarsi per trovare un’unanimità sulla mozione, ma la consigliera Irene Galletti ha spiegato, replicando alla consigliera La Porta, “di non accettare ordini di partito” ma che quella del Movimento 5 Stelle è una scelta “coerente, difesa in tutte le sedi perché sulla pace non ci può essere mediazione”.

Il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Lorenzo Falchi ha annunciato “sostegno convinto alla mozione, con parole chiare e nette di vicinanza e sostegno al popolo iraniano”. Ma ha anche sottolineato la preoccupazione “quando la legge del più forte si sostituisce al diritto internazionale”. Annunciando infine l’adesione a una manifestazione organizzata sabato prossimo da Amnesty international.

Per il capogruppo del Partito democratico Simone Bezzini quella iraniana “è una vicenda complessa, con decenni di oppressione e negazione di diritti umani. Una lunga storia che oggi accentua i suoi caratteri con una repressione spietata mai vista. È giusta una condanna senza sé e senza ma, con un’escalation che si colloca in uno scenario internazionale in cui sempre più spesso il diritto internazionale viene calpestato. Capisco la ratio dell’emendamento del Movimento 5 Stelle, ma credo che agire in linea con i principi del diritto internazionale e il rispetto della Costituzione già comprendano l’obiettivo di evitare il rischio di un intervento armato esterno unilaterale”.

A concludere il dibattito Jacopo Maria Ferri che ha sottoscritto la mozione a nome di Forza Italia evidenziando un aspetto della situazione in Iran “mi ha colpito in particolare il mercimonio sulle salme, con le difficoltà per le famiglie di avere il corpo dei figli per seppellirli”.

 

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