L’associazione esprime profonda soddisfazione per la sentenza che azzera i vincoli paesaggistici illegittimi sulle aree portuali. Positivo il clima di convergenza con l’Autorità di Sistema Portuale e il Comune di Livorno – Confindustria Toscana Centro e Costa accoglie con grande soddisfazione gli esiti della sentenza n. 1740 del Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, che dichiara la nullità per difetto assoluto di attribuzione degli atti con cui il Comune di Livorno avrebbe dovuto estendere il vincolo paesaggistico alle aree portuali e retro-portuali.
L’azione legale promossa dall’Associazione insieme ad un pool di imprese terminaliste e concessionarie – al fianco dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e di Porta Medicea Srl – ha consentito di ristabilire un principio cardine dell’ordinamento: la pianificazione delle aree operative dello scalo spetta unicamente all’Autorità Portuale tramite il Piano Regolatore Portuale (PRP).
«La pronuncia del TAR rappresenta una vittoria strategica per la tenuta economica del nostro territorio» sottolinea Giovanni Laviosa, presidente della delegazione di Livorno di Confindustria Toscana Centro e Costa. «L’estensione indebita di quel vincolo rischiava di bloccare investimenti già programmati dalle aziende e di paralizzare le attività di uno scalo che costituisce un primario motore di crescita e occupazione per la Toscana e per l’intero Paese».
Confindustria esprime inoltre apprezzamento per le reazioni concordi emerse nelle ultime ore. Sia le dichiarazioni del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Davide Gariglio, sia quelle del sindaco di Livorno, Luca Salvetti, testimoniano come vi sia una visione comune sul valore e sulla centralità del porto per la città. La sentenza non crea alcuna “zona franca”, ma riporta la tutela e lo sviluppo del territorio nella sede loro propria e naturale: il Piano Regolatore Portuale.
«Prendiamo atto con favore del fatto che anche l’Amministrazione comunale riconosca la necessità di superare le criticità che rischiavano di frenare l’operatività dello scalo. Ora che la certezza del diritto è stata ripristinata e il perimetro delle competenze è stato chiarito in modo inequivocabile, siamo pronti a collaborare costruttivamente con l’Authority, il Comune, la Regione e le Soprintendenze. L’obiettivo comune deve essere l’adeguamento del PRP per garantire uno sviluppo sostenibile, celere e competitivo, al riparo da inutili e dannosi aggravi burocratici» conclude il presidente Laviosa.















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