Rosignano, 21 aprile 2026 – Cambio di proprietà per lo stabilimento Ineos Inovyn di Rosignano e per quello di Tavazzano, che passano alla società italiana Esseco Industrial di Novara. L’operazione è stata ufficializzata dal gruppo Ineos Inovyn e comunicata nella mattinata di martedì 21 aprile alle rappresentanze sindacali e ai lavoratori, per un totale di 178 addetti a Rosignano, di cui 12 impegnati nelle attività di ricerca e sviluppo.
La cessione riguarda Inovyn Produzione Italia e resta subordinata alle consuete autorizzazioni regolatorie. Il completamento dell’operazione è atteso nel corso del 2026. L’area ricerca e sviluppo rimarrà comunque sotto il controllo di Ineos Inovyn e sarà scorporata dal perimetro oggetto di vendita.
In una nota, il ceo Stephen Dossett ha definito gli stabilimenti italiani “una parte preziosa del gruppo”, sottolineando il contributo dei lavoratori e la solidità della cultura della sicurezza. La decisione rientra in una revisione strategica del portafoglio europeo e consentirà al gruppo di concentrarsi sulle proprie attività principali nel settore cloro-soda e PVC. Dossett ha inoltre espresso fiducia nella continuità e nella crescita dei siti sotto la nuova proprietà.
Sul fronte sindacale la notizia è stata accolta come inattesa. “È stato un fulmine a ciel sereno”, ha commentato Stefano Santini della Filctem Cgil di Livorno, evidenziando come il territorio fosse impegnato in un percorso di confronto istituzionale sulla crisi del settore chimico.
Anche la politica regionale interviene sul caso. Il consigliere del Partito Democratico Alessandro Franchi parla di “doccia fredda” e sottolinea come non vi fossero segnali di un’accelerazione di questo tipo, proprio mentre è attivo un tavolo di monitoraggio regionale sul comparto, istituito su sua iniziativa.
Franchi ricorda inoltre come nei mesi scorsi il gruppo PD avesse già segnalato le criticità del settore, legate al contesto internazionale e alla crisi energetica, promuovendo una mozione che ha portato all’attivazione di un confronto permanente tra Regione, sindacati e azienda. Alla vigilia di un incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicato al futuro della chimica, il consigliere ribadisce la necessità di ottenere chiarimenti sul piano industriale e di garantire continuità produttiva e occupazionale.
“Rosignano è un presidio industriale strategico per la Toscana – afferma Franchi – e non possono esserci arretramenti. Attendiamo di conoscere nel dettaglio il progetto del nuovo assetto societario, pronti a fare la nostra parte per difendere lavoro e produzione sul territorio”.
Gli stabilimenti interessati producono sostanze chimiche destinate a settori strategici come farmaceutico, energetico, trattamento acque, alimentare e difesa. Il sito di Rosignano è il più grande impianto di cloro-soda in Italia e impiega oltre 160 lavoratori, mentre quello di Tavazzano conta circa 25 addetti.















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