«È davvero incredibile – si legge in una nota a firma Marcella Amadio e Alessandro Perini (FdI) – che, anche di fronte al rischio concreto che la Chiesa degli Olandesi possa essere trasformata in una moschea, il sindaco Salvetti abbia scelto di non intervenire. A fronte della possibilità, unica e irripetibile, di acquisire il bene al patrimonio comunale al prezzo simbolico di un euro, il primo cittadino si è tirato indietro, dimostrando ancora una volta la sua totale inadeguatezza nel tutelare l’identità e la storia della nostra città.»
«La vicenda è resa ancora più assurda – prosegue la nota – dal fatto che esempi di chiese di proprietà pubblica non mancano né in Toscana né a Livorno: dal Duomo di Pisa fino all’ex chiesa di piazza del Luogo Pio, oggi bene storico comunale.»
“Solo con Salvetti – affermano – poteva accadere che un edificio così rappresentativo della memoria collettiva della città rischiasse di essere snaturato o trasformato in qualcosa di radicalmente diverso. La Chiesa degli Olandesi non è un semplice immobile, ma un simbolo profondamente intrecciato con la storia di Livorno medicea, la ‘Città delle Nazioni’ voluta da Ferdinando I dei Medici, pensata per accogliere mercanti provenienti da ogni angolo del mondo: ‘Levantini, Ponentini, Spagnuoli, Portughesi, Grechi, Tedeschi, Italiani, Ebrei, Turchi, Mori, Armeni, Persiani’, citazione letterale delle Leggi Livornine».
«Rinunciare a difendere un edificio che incarna così chiaramente le origini internazionali della nostra città – dichiarano – significa rinunciare a un pezzo essenziale della nostra identità.»
«Fratelli d’Italia – conclude la nota – aveva proposto di destinare l’immobile a un Museo delle Nazioni, capace di valorizzare la storia multiculturale di Livorno».















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