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Cronaca e Territorio

Calano i giovani Neet, in Toscana sono il 13%

17 Marzo 2026 Cronaca e Territorio

Calano i giovani Neet, in Toscana sono il 13%

In dieci anni in Toscana la percentuale di giovani Neet è crollata di ben dieci punti. Ma sono ancora tanti quelli che restano inattivi dopo aver lasciato la scuola dell’obbligo.

È un quadro di luci e qualche ombra quello tracciato dall’Irpet sulla condizione giovanile nel territorio regionale dei ragazzi di età compresa tra i 18 e i 29 anni, che non studiano, non lavorano né frequentano corsi di formazione o tirocinio.

L’indagine, presentata questa mattina a Firenze dalla ricercatrice Silvia Duranti nel corso del convegno sul progetto “Talenti in azione” a Sant’Apollonia, è stata elaborata su dati Istat e Regione Toscana. Mette in evidenza come tra il 2015 e il 2024 la percentuale di Neet sia scesa dal 22 al 13%. Un calo che rispecchia una tendenza generale in tutta la penisola, ma restituisce per la Toscana un dato sostanzialmente in linea con le Regioni del centro-nord e migliore rispetto alla media italiana, attestata al 18%.

“E’ un fenomeno quello dei Neet che assume diverse sfaccettature a seconda delle diverse componenti demografiche, dei titoli di studio e del livello di attivazione nel mercato del lavoro”, osserva Duranti. I Neet sono soprattutto giovani inattivi (65%, dunque ben due su tre), e disoccupati di breve periodo (22%).

Osservando i dettagli che emergono dall’analisi dei sottogruppi, le ragazze doppiano quasi i ragazzi (17% rispetto al 10%). Inoltre da un lato i Neet aumentano con il crescere dell’età (8% nella fascia 18-19, 13% in quella 20-24, 16% tra i 25 e i 29 anni), dall’altro ad avere una significativa incidenza è l’abbandono della scuola dell’obbligo: un ragazzo su due che smette di studiare precocemente, non lavora né si forma.
Infine a entrare nella condizione di Neet anche un laureato su dieci.

“A destare maggiore preoccupazione sono gli inattivi perché difficilmente intercettabili dalla politiche, – spiega la ricercatrice – ma anche chi cerca lavoro, dopo averlo perso, è da attenzionare perché potrebbe sfociare nell’inattività e nella demotivazione”.

 

Innovare la formazione, più follow up. Così la Toscana lavorerà per includere i giovani Neet

Insistere su modalità innovative di formazione, come simulazioni d’impresa, hackaton e laboratori teatrali. Rafforzare le reti tra istituzioni, servizi e terzo settore. Estendere le attività affiancamento anche nel periodo successivo alla realizzazione dei percorsi formativi (follow-up).
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​Sono alcuni aspetti su cui la Toscana lavorerà nei prossimi tempi per rendere più efficaci le proprie azioni dirette a favorire l’inclusione dei giovani Not in Education, Employment or Training (Neet).

Le linee di indirizzo sono emerse questa mattina nel corso del convegno organizzato all’Auditorium Sant’Apollonia di Firenze nell’ambito di “Talenti in Azione”, esperienza in corso di attuazione promossa dalla Regione che, tramite il pr Fse+ 21/27, ha finanziato con 5,8 milioni di euro oltre 36 progetti innovativi coinvolgendo oltre 2200 ragazzi per aiutarli a inserirsi nel mondo del lavoro.

La mattinata di confronto ha visto gli interventi dell’assessore al lavoro e alla formazione Alberto Lenzi e di rappresentanti di Anci Toscana e docenti dell’Università di Firenze, che hanno fatto un primo bilancio dell’esperienza. In apertura i saluti del sottosegretario alla presidenza Bernard Dika e la presentazione dei dati su giovani e mondo del lavoro curata dalla ricercatrice Irpet Silvia Duranti, che ha evidenziato il drastico calo di giovani Neet in Toscana negli ultimi dieci anni, passati dal 22 al 13%. Poi il world cafè con la suddivisione dei partecipanti in tre gruppi per elaborare proposte e suggerimenti di azione.

“Stiamo lavorando bene in questi anni, ma ora dobbiamo provare a fare di più. Penso soprattutto alla sfida della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale, che ci impone specifica formazione e acquisizione di competenze”, ha spiegato l’assessore Lenzi. Ma per aumentare la capacità di intercettare i ragazzi, “occorrono strumenti innovativi per stimolare l’interesse a informarsi e orientarsi verso il mondo del lavoro, come app e modalità digitali”, ha aggiunto. “Fondamentale – ha concluso – sarà continuare a lavorare in sinergia tra i diversi attori, perché è dimostrato che fare rete porta sempre buoni risultati”.

“Talenti in azione dimostra che i talenti ci sono ma occorre tirarli fuori e far sì che possono essere riconosciuti, ma il lavoro più grande non è soltanto creare opportunità, bensì ricostruire fiducia”, ha affermato”, ha affermato il sottosegretario Dika, che pur giudicando positivamente la riduzione dei giovani Neet in Toscana invita a non rassegnarsi, perché i ragazzi che non lavorano né studiano né si formano “sono un problema di tutta la comunità”. Per questo, “la fiducia è l’unica strada che abbiamo per poter permettere a quel giovane di sentirsi riconosciuto come parte integrante della comunità”.

“Il fenomeno dei giovani Neet è una sfida che chiama in causa direttamente le istituzioni e la capacità dei territori di costruire risposte concrete. Per la loro capillarità sul territorio, i Comuni hanno un ruolo centrale in questo percorso e possono mettere in rete scuola, servizi sociali, Terzo settore e sistema produttivo per intercettare i ragazzi più fragili e accompagnarli nei percorsi di formazione e lavoro: una rete che è tanto più efficace quanto più è vicina alla comunità. Servono politiche integrate e una collaborazione forte tra istituzioni per trasformare il rischio di esclusione in nuove opportunità di crescita e autonomia”, ha sottolineato Alessandra Biondi, sindaca di Civitella Paganico e delegata di Anci Toscana alle politiche per il lavoro e la formazione.

I risultati di “Talenti in azione” – 36 progetti finanziati, 655 attività formative realizzate, 2.250 allievi coinvolti (per oltre il 50% ragazze). E’ il primo bilancio di  “Talenti in azione”, l’avviso pubblico lanciato dalla Toscana nel 2023, e ora in corso di svolgimento, che ha sostenuto progetti rivolti a giovani disoccupati e inattivi (18-34enni) per avvicinarli al mondo del lavoro e della formazione.
La Regione, attraverso la dotazione del PR FSE+ 2021/2027, ha messo a disposizione 5,8 milioni di euro.
I progetti sono in corso di realizzazione e, anche grazie all’esperienza maturata con Garanzia Giovani, utilizzano un’impostazione diversificata e sperimentale. Ciascun progetto si configura, infatti, come un’offerta formativa e di orientamento integrata con modalità di realizzazione flessibili e orientate all’attività pratica.
“Talenti in azione”, promosso nell’ambito di Giovanisì, prevede per ogni progetto la realizzazione congiunta di tre tipologie di azioni: “Sviluppa i tuoi talenti” (attività formative formali finalizzate a fornire conoscenze generali sul tessuto socioeconomico del territorio); “Esercita i tuoi talenti” (attività formative non formali); “Accompagna i tuoi talenti” (attività di accompagnamento e tutoraggio).
L’avviso ha portato finora all’attuazione di interventi caratterizzati da un approccio fondato sull’utilizzo di metodologie non formali (hackathon, barcamp, impresa simulata, laboratori creativi) e su un modello integrato che combina sviluppo delle competenze, sperimentazione pratica e accompagnamento.

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