Livorno, 21 ottobre 2026 – Non si placa il confronto politico sugli incarichi ricoperti dal commercialista Claudio Puccetti, già revisore dei conti della Fondazione LEM e amministratore unico di Farma.Li. Dopo la nota diffusa ieri dal sindaco Luca Salvetti e dall’assessora alle Partecipate Viola Ferroni, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alessandro Palumbo torna sulla vicenda e contesta la ricostruzione fornita dall’amministrazione.
Nella loro replica, Salvetti e Ferroni avevano sostenuto che Puccetti avesse concluso a giugno, per naturale scadenza del mandato, l’incarico di revisore della Fondazione LEM, sostituito dal commercialista Giampaolo Scalabrella, nominato il 17 giugno. Avevano inoltre giudicato non pertinente il richiamo di Palumbo all’articolo 2399 del Codice civile, relativo alle cause d’ineleggibilità e decadenza dei sindaci delle società di capitali, e criticato l’espressione «controllore stipendiato dal controllato».
Palumbo, dal canto suo, contesta soprattutto la documentazione relativa alla durata dell’incarico. Il consigliere riferisce che, fino alla mattina del 20 ottobre, nella sezione Amministrazione trasparente della LEM risultava ancora pubblicato un documento che indicava la scadenza del mandato di Puccetti a dicembre 2028. Il documento sarebbe stato successivamente rimosso. Un elemento che, secondo Palumbo, non coinciderebbe con la ricostruzione della naturale scadenza a giugno. Per questo annuncia la richiesta del verbale dell’assemblea, così da acquisire ulteriori elementi sulla sostituzione.
Il nodo delle incompatibilità
Il consigliere contesta anche l’impostazione giuridica della risposta del Comune. Pur riconoscendo che l’articolo 2399 del Codice civile riguarda le società di capitali, sostiene che la questione debba essere approfondita anche alla luce delle disposizioni applicabili agli enti locali e alle fondazioni, richiamando in particolare l’articolo 236, comma 3, del Testo unico degli enti locali, oltre ai riferimenti ANAC e alla disciplina del Terzo settore.
Per Palumbo, il punto centrale resta l’indipendenza di chi svolge funzioni di controllo, soprattutto quando ricopre contemporaneamente un altro incarico in una società partecipata riconducibile al Comune. Il consigliere precisa inoltre che la sua critica non intende screditare la categoria professionale dei revisori, ma sollevare una questione di opportunità e trasparenza.
A questo proposito, mette a confronto i compensi indicati per i due ruoli: 4.500 euro per l’attività di revisore della Fondazione LEM e 15mila euro per quella di amministratore unico di Farma.Li. Palumbo sottolinea che i due incarichi sarebbero stati ricoperti contemporaneamente per quasi due anni e ribadisce i dubbi sul possibile intreccio tra funzione di controllo e nomine riconducibili all’amministrazione comunale.
«Una questione anche deontologica»
Nella sua replica, Palumbo solleva infine un possibile profilo deontologico, rimettendo ogni valutazione agli organismi competenti della categoria dei commercialisti e degli esperti contabili. Il consigliere conclude criticando quella che considera una scarsa attenzione all’opportunità politica nelle nomine delle partecipate.
La vicenda resta quindi al centro del confronto tra maggioranza e opposizione: da una parte, il Comune sostiene che l’incarico alla LEM sia terminato regolarmente a giugno e giudica infondati i rilievi;l24admin2 dall’altra, Palumbo chiede ulteriori chiarimenti sulla documentazione e sull’indipendenza legata al cumulo dei ruoli. Sul piano giuridico, l’eventuale sussistenza di incompatibilità richiede una valutazione delle norme effettivamente applicabili alla Fondazione LEM e degli atti relativi agli incarichi.















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