
Tecnologie robotiche offrono nuovi strumenti terapeutici per trattare in maniera non invasiva i tumori del rene e del fegato e, più in generale, di quelli a carico degli “organi mobili”, con flessibilità. In sala operatoria è previsto il prossimo arrivo di una piattaforma robotica in grado di eseguire interventi chirurgici che risultano minimamente invasivi per il paziente, mediante ultrasuoni focalizzati ad alta energia.
Il progetto, coordinato dai ricercatori della scuola S. Anna di Pisa, finanziato dalla Comunità europea, prevede la realizzazione di una piattaforma robotica altamente flessibile per trattare i tumori addominali attraverso la metodica degli “ultrasuoni focalizzati ad alta intensità” (Hifu, acronimo di “High Intensity Focused Ultrasound), sotto guida ecografica, garantendo un’invasività minima per il paziente e una maggiore sicurezza. La flessibilità e la guida robotica permettono di indirizzare il fascio terapeutico degli ultrasuoni anche su organi interni mobili, altrimenti non raggiungibili con le tecnologie di indirizzamento utilizzate ad oggi. Grazie alla focalizzazione e alla alta potenza degli ultrasuoni, la piattaforma sviluppata con il progetto “Futura” provoca la necrosi del tessuto tumorale, ovvero causa la morte delle cellule che lo compongono.
I vantaggi della piattaforma per i medici e, soprattutto, per i pazienti appaiono significativi e in grado di migliorare degenza e convalescenza: la lesione tumorale può essere trattata senza provocare danni collaterali ai tessuti sani, senza inserire aghi o bisturi e senza ricorrere alle tradizionali incisioni chirurgiche. L’idea di affiancare robotica e “machine learning” (sorta di intelligenza artificiale che garantisce l’apprendimento automatico della procedura) alla terapia tradizionale degli “ultrasuoni focalizzati ad alta densità” garantisce la flessibilità di intervento, l’ottimizzazione della procedura di termoablazione, cioè di “distruzione del tumore” mediante l’innalzamento della temperatura, la precisione, l’accuratezza e la riduzione della durata del trattamento. In attesa che il progetto arrivi a conclusione, si è già dimostrato un significativo interesse della comunità scientifica internazionale verso il progetto “Futura” e verso i suoi primi risultati.















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