“In un’intervista rilasciata ieri – si legge in una nota a firma Comitato Orti Urbani via Goito – il costruttore Frangerini insiste nel dire che il trasferimento degli indici di costruzione, che abbiamo richiesto da tempo, non cambierebbe nulla dal punto di vista ambientale. È un’affermazione che stupisce e sconcerta.
Sono alcune settimane, dal momento in cui l’asta giudiziaria gli ha assegnato la proprietà dei sei ettari di Oasi Climatica, che diciamo forte e chiaro, in ogni occasione, che la costruzione dei 4 grandi palazzi e migliaia di metri quadri di parcheggi, può e deve avvenire su terreno già cementificato”.
“Lo ripetiamo nelle manifestazioni, nei presidi, in ogni sede istituzionale – prosegue la nota – da ultimo nella Commissione Comunale del 4 agosto, per bocca dei consiglieri di opposizione, BL e Pap, contrari alla cementificazione di Via Goito.
Così come il capogruppo PD Tomei, che in quella sede ha fatto finta di non capire, adesso Frangerini torna a ripetere una cosa non corretta, accusandoci della solita postura “NINBY” (costruisci dove ti pare ma non nel mio giardino).
Il principio del consumo di suolo zero per noi vale in ogni parte della nostra città e non a caso citiamo Via delle Case Rosse, ex deposito ATL e Casa Firenze, proprietà pubbliche in abbandono sulle quali il nuovo cemento si aggiungerebbe al cemento che c’è già. Non a caso alla nostra manifestazione erano presenti decine di comitati e gruppi di cittadini che condividono con noi la lotta contro il consumo di suolo. Perché gli orti urbani, in questi 14 anni, non hanno mai fatto mancare il sostegno e la solidarietà in ogni battaglia cittadina per l’ambiente, la salute e contro la speculazione edilizia.
La vertenza a difesa dell’Oasi Climatica di Via Goito è appena entrata nel vivo e non ci stancherà di certo.
Ma siamo invece stanchi di sentir ripetere falsità volte unicamente a non rispondere nel merito a quello che migliaia di livornesi hanno chiesto con decisione sabato scorso: trasferire su terreno già compromesso gli indici di edificabilità previsti assurdamente dal Piano Operativo su un bosco urbano. Modificare il piano operativo che prevede altra cementificazione in diverse zone della città. Si può fare, è già stato fatto”.
“Non c’è nessun interesse personale in questa battaglia – continua la nota -. Gli attivisti che difendono l’area di via Goito, lavoratori, residenti del quartiere, pensionati e studenti, hanno già subito due processi penali (conclusi con l’assoluzione di tutti gli imputati) e dedicano gran parte del proprio tempo libero all’impegno disinteressato e gratuito a fianco di una collettività intera. Concetti che per un imprenditore che ha ereditato l’azienda di famiglia, sono evidentemente difficili da capire e accettare. Anche l’accusa di voler strumentalizzare questa lotta contro l’amministrazione Salvetti è assolutamente infondata. Ci siamo sempre opposti alla cementificazione quando è stata promossa da tutte le Giunte passate e continueremo a farlo anche in futuro. Basta mistificazioni”
“Chiudiamo questo comunicato – conclude la nota – con un appello. Invitiamo tutti i cittadini livornesi, non solo a sostenere la battaglia per salvare l’oasi di via Goito, ma ad organizzarsi e difendere tutte le aree verdi minacciate dal cemento nei propri quartieri, piazze a strade. Siamo disponibili a confrontarsi e sostenervi”.















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