
Alessio Cristiani, 26enne centrocampista livornese è da qualche anno in forza al Como la squadra che questo lunedi affronterà il Livorno all’Armando Picchi. Torna disponibile dopo un lungo infortunio: una microfrattura ad un calcagno, inizialmente non rilevata dai referti medici, lo ha tenuto fuori dai campi di gioco per quasi due mesi. Domani potrebbe scendere in campo all’Ardenza, lo stadio della sua città dove da piccolo si recava con il padre a tifare la squadra amaranto.
Cristiani è esploso proprio con la maglia dei lariani. Nella stagione scorsa ha centrato, da protagonista (35 presenze e 4 gol, playoff compresi), la promozione in Serie B. Il Como negli spareggi partendo da outsider ha superato le favorite (Benevento al primo turno e Bassano in finale, ndr) conquistato la serie cadetta. In riva al lago ha trovato un ambiente che lo ha messo a suo agio. «Como non è Livorno – racconta in un’intervista – Il clima è più rigido rispetto a Livorno, la città è più fredda: mi manca il mare, il litorale labronico, mi devo accontentare del lago dove si affaciano le ville dei vip».
Cristiani è amico di Pavoletti. La sua avventura inizia dai campetti del vecchio Labrone, poi il passaggio all’Armando Picchi prima e al Viareggio dopo, due avventure vissute con Leonardo Pavoletti. Un’amicizia nata in campo, una decina di anni fa. Due campionati (2006/07 e 2007/08) in D con il Picchi, sfiorando il clamoroso sbarco tra i professionisti, sotto la guida tecnica di mister Stefano Brondi attualmente tecnico della primavera del Livorno. Poi, su entrambi, arrivò il Sassuolo, che nel 2008 li mandò a farsi le ossa a Viareggio (Lega Pro).
«Leo fece benissimo – ricorda Cristiani – e venne riscattato dal Sassuolo, prendendo una strada che lo ha portato al top: anche all’epoca si vedevano i suoi valori, è un ragazzo speciale e si merita tutte queste soddisfazioni. Io fui invece penalizzato da un infortunio, così rimasi lì. Ho giocato nel Viareggio per quattro stagioni tra Prima e Seconda Divisione, crescendo tantissimo sotto ogni aspetto». Poi, nel 2012, il passaggio al Benevento. «Un’esperienza difficile: qualche infortunio, tanti giocatori davanti, una piazza delicata.
L’estate successiva mi chiamò il d.s. Giovanni Dolci, che avevo avuto a Viareggio, per portarmi a Como. Lo ringrazio, ha sempre creduto nelle mie qualità».
Cristiani ha iniziato la sua carriera da esterno alto ma nell’ultimo anno ha giocato da mezz’ala sinistra nel 3-5-2. Per lui il mach di questo lunedi non sarà una gara come tutte le altre.















Lascia un commento