Con la nomina ufficiale a presidente dell’Autorità portuale, Davide Gariglio ha congelato la gara da oltre 10 milioni per il completamento del canale della Bellana, scelta motivata dalla volontà di rivedere l’intero piano delle opere insieme a istituzioni e operatori economici. Il primo atto del nuovo corso sarà infatti la convocazione, già tra dicembre e gennaio, degli “Stati Generali del Porto”, un confronto per definire priorità reali, costi e benefici delle infrastrutture in programma.
Il presidente sottolinea che le risorse dell’Authority – circa 20 milioni l’anno – non consentono di avviare tutti gli interventi previsti nel piano triennale, che supera i 200 milioni. Per questo individua nella Darsena Europa la principale opera strategica: mentre il primo lotto procede, mancano ancora fondi e progettazioni per collegamenti chiave come Fi-Pi-Li, ferrovia e seconda vasca di colmata, stimati tra 130 e 150 milioni.
Gariglio pone l’attenzione anche su Piombino, dove servono circa 150 milioni per completare il porto nuovo, e sulle richieste del cluster portuale, che include la resecazione di Calata Tripoli per consentire l’accesso di navi più grandi.
Il presidente auspica una forte collaborazione pubblico-privato, ricordando che proposte come quella di Msc per la gestione della Darsena Europa non sono ancora arrivate ufficialmente, mentre la domanda avanzata da Tdt-Grimaldi sarà valutata dal nuovo comitato di gestione.
Nel frattempo i cantieri del Pnrr, inclusi i 55 milioni del coldironing, proseguono senza rallentamenti. «Serve una scelta condivisa sulle opere davvero essenziali – conclude Gariglio – perché non tutto può partire insieme, e il porto ha bisogno di una visione chiara e sostenibile».















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