
Riportiamo un comunicato giunto in redazione dal M5S – – Livorno Sport, Nuoto Livorno, Officina dello Sport, cogeneratori, licenziamenti, clientelismo e amici degli amici … La storia della gestione delle piscine di Livorno fa acqua da tutte le parti. Raccontarla in poche righe è un compito arduo, non è nemmeno la nostra intenzione, tanto nel presente e nel futuro prossimo ne sentiremo parlare parecchio. Riassumiamo come Livorno Sport, partecipata del comune di Livorno, abbia generato un debito di 5 milioni di euro e sia stata messa in liquidazione. Chiuso il bilancio a fine 2012 si passa a nuova vita. Purtroppo le dinamiche si ripetono e non c’è da meravigliarsi che siano sempre i cittadini a pagare.
«Tutti sapevano, a cominciare dal sindaco e dagli assessori allo sport che si sono succeduti. E a questo punto io non me la sento più di tacere»
si confessa Franco Mainardi «Il Comune ha mancato di incassare quasi cinque milioni in quattro anni» riferendosi alla convenzione con Nuoto Livorno:
«Mancano all’appello 4 milioni e 700mila euro»
(Tirreno 16/09/2010).
Nuovo bando nell’estate del 2010, gli attori livornesi sono Nuoto Livorno e Officina dello Sport. Un ricorso al TAR blocca tutto, fortunatamente per il bene della città si trova un accordo. Si riparte tutti felici con la brillante idea di costruire due cogeneratori ad olii vegetali per un spesa complessiva di alcuni milioni di euro. Scelta fallimentare, il prezzo del combustibile sale ed il comune che è garante si ritrova con un investimento fallimentare. Nel frattempo Officina dello Sport assume. Incorporati per contratto gli ex 19 dipendenti della partecipata, arriva ad avere un organico di 30 unità. Tutti i nodi vengono al pettine, anche a Livorno. Raccontano 3 dipendenti alla Nazione:
«le mansioni dei lavoratori di primo livello Officina dello Sport le ha affidate a nuovi dipendenti (con legami di parentela con personaggi politici e della galassia artigiana) assunti al suo arrivo attuando di fatti nei nostri confronti e dei colleghi di pari grado una vera e propria dequalificazione. E un aggravio di costi sulla spesa per il personale»
(Nazione 04/04/2015).
In questo marasma, spicca Lorenzo Ritorni, figlio dell’ex assessore, ma non solo, anche Ilaria Tocchini, ex consigliere comunale, vi facciamo indovinare di quale partito, socia di Nuoto Livorno e poi dipendente di Officina dello Sport. Non sono soli, la lista sarebbe molto lunga… Quando la politica, le partecipate, gli interessi diventano un tutt’uno, la cattiva gestione è dietro l’angolo. La nostra città è piena di questi casi. Grazie.
Arriviamo ai lavori di ristrutturazione svolti nel periodo di giugno/novembre 2014, una parte ancora in atto. Federico Bottoni è referente di cantiere, il comune contribuisce con 3 milioni mentre Officina dello Sport 1,2. In futuro ci sarà tempo per riparlare di questa situazione perché noi attualmente vogliamo concentrarci su altro: i licenziamenti di alcuni dipendenti storici che perdono il lavoro per colpe che non sono loro. Dopo un finanziamento così grande e visto il capitolato dove era presente la tutela dei lavoratori non si può accettare un serie di licenziamenti soprattutto di personale esperto che si è reso disponibile anche ad un cambiamento di contratto da full a part-time. Ci rivolgiamo a Roberto Fedeli, numero uno di Officina dello Sport, nonché membro del Cda di Ecolat, gruppo Cooplat. Sicuramente si ricorderà della protesta nel caso Aamps degli addetti allo spazzamento, dove i tassi di assenteismo non erano bassi nemmeno lì, visto che si è lamentato qualche giorno fa sulla stampa locale. Devono salire sul tetto anche i dipendenti di Officina dello Sport?
In questa situazione caotica e non troppo chiara, che si trascina problematiche da numerosi anni, vedendo coinvolti molti soggetti, noi rimandiamo la nostra fiducia agli organi competenti, soprattutto all’assessore allo sport Perullo ed all’assessore al lavoro Martini. I cittadini livornesi si meritano gestioni migliori. Vogliamo trasparenza e capire cosa è veramente successo in questi anni e di chi sono le responsabilità.
fonte: M5S















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